Como, Fàbregas: “Bologna? Grande test; mi piace la squadra e Italiano, da analizzare nel calcio moderno. Il mercato…”
Cesc Fàbregas ha parlato in una lunga conferenza a due giorni dalla gara casalinga del Como contro il Bologna, ventesima giornata di Serie A 2025/26. Di seguito, alcuni passaggi del tecnico dei lariani:
“Secondo me sono una grandissima squadra con un allenatore incredibile che mette grandissima energia, fa tantissime rotazioni e mi aspetto tanti cambi, hanno una squadra generalmente preparata per l’Europa, una squadra importante con tutti quasi allo stesso livello. E’ sempre una sfida molto importante contro il Bologna per come giocano e ti fanno giocare, un grandissimo test per noi e mi piace molto il Bologna e il mister. E’ una squadra da analizzare nel calcio moderno togliendo gli ultimi risultati, per la maniera di giocare e l’atteggiamento; si impara tanto da lui e da questa squadra“.
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La crescita del Como: “Tutti singolarmente crescono giocando insieme, più partite diverse si trovano a giocare, siamo una squadra un po’ più matura.
In casa ancora non abbiamo perso una partita, vorrei che fosse lo stesso giocare in casa o fuori. Mi fa un grandissimo piacere vedere la gente tanto dietro a noi. La squadra si sente in fiducia per provare a vincere sempre”.
Il dare fastidio alle altre squadre in campionato: “Dobbiamo gestire la situazione bene, sempre positivi, trovare stabilità e continuare per la tua strada, tranquilli vincendo, perdendo, pareggiando“.
La classifica: “Può cambiare partita dopo partita, per questo dico stabilità, partita dopo partita, ripeto sempre questo e non voglio volare. Domani non si vince nessun campionato, nessun trofeo“.
COMO-BOLOGNA, FABREGAS IN CONFERENZA: SECONDA PARTE
La difesa ermetica del Como: “Tutti difendono e tutti attaccano, siamo una famiglia e lo hanno capito tutti, a livello difensivo la squadra sta crescendo“.
Fàbregas sorpreso del rendimento dei suoi: “No, contento, sappiamo che ci sono momenti dove c’è anche da soffrire ma stiamo trovando il momento per quando farlo tutti insieme, stiamo capendo tutte le dinamiche di gioco e dobbiamo ancora lavorare per portare avanti le conoscenze“.
Lo spagnolo conclude: “Quello che faccio lo faccio sempre con passione, il calcio sta cambiando, sempre più difficile che qualcuno si innamori di una piazza perché c’è chi va, chi viene ma c’è questo attaccamento, l’ho avvertito in città e dobbiamo continuare così.
Il mercato? Abbiamo domani una riunione importante, in questo momento non c’è nessuno vicino. Non ho spinto, se c’è un qualcosa da migliorare e si può fare, meglio pochi e focalizzati.
Dentro la mia testa c’erano venti-ventuno giocatori e tutti possono giocare, siamo una delle squadre che gira di più anche non giocando le Coppe; se guardo il Sassuolo, vedo quasi sempre gli stessi undici; io lo faccio perché credo in tutti e mi dimostrano di essere validi, dare una atmosfera nel gruppo dove tutti si sentono importanti ed è importante la sana competitività.
Non ci sono tanti giocatori abituati a giocare ogni tre giorni, è una questione fisica ma soprattutto mentale, avere la forza ogni tre giorni di andare a vincere ed è una mentalità che alla fine si deve creare. Penso che possiamo trovare tante soluzioni per uscire da questa densità di partite ad un buon livello”.
