Soulé: “Quando ero alla Juve volevo la Roma”. E Balbo lo incorona: “Mi ricorda Fonseca”
Un’intervista che sa di appartenenza e identità. Matías Soulé, protagonista di AS Roma Podcast insieme ad Abel Balbo, ha raccontato il suo legame con i colori giallorossi, rievocando le emozioni vissute all’Olimpico e il rapporto speciale con Paulo Dybala. Parole sincere, che rivelano quanto la scelta della “Magica” sia stata voluta e sentita fin dai tempi della Juventus. Un racconto che intreccia le radici argentine con il presente e i sogni futuri, in cui non può mancare la Nazionale albiceleste.
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La scelta giallorossa e l’emozione del derby
Il fantasista non ha nascosto quanto il passaggio alla Roma fosse un desiderio coltivato da tempo: “Quando ero alla Juventus volevo venire qui. È stata una scelta fantastica”. Una frase che pesa e che racconta il forte richiamo esercitato dalla piazza capitolina. “È un grande club e una grande squadra. Speriamo di regalare tante gioie ai tifosi”, ha aggiunto, sottolineando la volontà di lasciare un segno.
Indimenticabile, poi, il ricordo del gol nel derby: “Eravamo sotto nel punteggio, quindi è stato ancora più bello. È stato il mio primo gol all’Olimpico”. Un momento vissuto quasi con incredulità: “Non sapevo nemmeno se fosse entrata. Quando ha colpito la traversa ho pensato che non fosse gol. Poi ho visto il segnale dell’arbitro e ho iniziato a esultare”.
Roma, per Soulé, è qualcosa di più di una squadra: “È molto diversa dalle altre città, qui hai tutto ed è molto simile all’Argentina. Credo sia una delle città migliori del mondo”. Un legame emotivo che va oltre il campo e che alimenta la sua crescita stagione dopo stagione.
Dybala, il sogno Mondiale e l’investitura di Balbo
Tra i passaggi più sentiti, quello dedicato a Dybala: “Incredibile. Lo conoscevo già prima di arrivare qui, ma ora siamo diventati più amici. Siamo sempre insieme”. Il numero 18 non si limita all’aspetto tecnico: “In campo sappiamo tutti cosa può fare, ma fuori dal campo è una persona straordinaria ed è questo che conta di più nella vita”.
Lo sguardo poi si allarga al sogno più grande, l’esordio con la maglia albiceleste: “Mi piacerebbe tantissimo giocare il Mondiale. Per noi argentini rappresentare la Nazionale è qualcosa di magico”.
Accanto a lui, il grande ex e connazionale Balbo ha speso parole importanti: “A me Soulé piace perché ha molta personalità; prova la giocata, se sbaglia si ripete senza paura davanti a 60 mila persone”. E il paragone è di quelli importanti: “Mi ricorda Fonseca: uno abile nell’uno contro uno e che sa mandare in porta i compagni”.
Un’investitura che certifica il talento del classe 2003 e rafforza l’idea che possa essere a tutti gli effetti il leader tecnico della Roma del futuro, ma anche del presente, in cui è chiamato a fare i conti con la pubalgia, che nell’ultimo periodo ne sta inficiando le prestazioni e il percorso di crescita sotto la guida di Gasperini. All’orizzonte c’è il big match contro il Napoli e chissà che non possa essere proprio il suo sinistro pregiato a decidere le sorti del match e dare slancio alla “Lupa” nella corsa al piazzamento Champions.
