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Juventus, tre risposte indicative nel trionfo di Parma

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Parma Juventus

Dopo l’inoffensivo pareggio nell’ultimo turno di Champions League sul campo del Monaco, la Juventus torna a martellare prepotentemente in campionato, imponendo un pesante poker al Parma. La formazione di Spalletti mette in piedi al “Tardini” l’ennesima prestazione vincente e convincente. Porta così nuovamente pressione alla Roma, in attesa del suo match contro l’Udinese, e trova diverse risposte indicative. Dalla straripante gara di Kalulu ad un Bremer in doppia versione de luxe, da stopper e da bomber, passando per il quarto gol di David in questo 2026, sono diversi gli aspetti da sottolineare. Andiamo ad approfondirne qualcuno particolarmente significativo che la squadra bianconera può raccogliere dalla trasferta emiliana.

La Juventus a Parma riscopre le palle inattive

Una fonte indispensabile di soluzioni nel calcio moderno, ma criminosamente poco sfruttata dalla Vecchia Signora. Nella roboante vittoria di Parma, la Juventus torna a far gol (addirittura due!) su palla inattiva. A beneficiare di queste opportunità è Gleison Bremer, autore di una doppietta, rispettivamente al 15′ e al 54′. Con uno stacco imperioso su corner egregiamente battuto da Conceição, prima. E con un facile tap-in volante sugli sviluppi di uno schema ben orchestrato su calcio di punizione, poi. Il brasiliano ritrova così il gol in Serie A a più di un anno e mezzo dall’ultimo, datato 5 maggio 2024 contro la Roma.

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Oltre all’aspetto estremamente prolifico del difensore carioca, ineccepibile anche in fase difensiva con il consueto lavoro di attenzione e applicazione sul centravanti avversario Pellegrino, queste 2 reti messe a segno restituiscono finalmente alla Juventus un minimo di credibilità sulle palle inattive. La squadra bianconera, infatti, col passare degli anni ha perso gradualmente la capacità di essere produttiva prima e anche solo pericolosa poi su questo aspetto del gioco. Vuoi per la progressiva perdita di specialisti in questo fondamentale o, troppo spesso, per l’imprecisione dei battitori, la Vecchia Signora per troppo tempo si è privata di una fonte di gol così importante.

La squadra non è più Yildiz-dipendente

Il secondo aspetto (positivo) che si evince dalla vittoria di Parma riguarda la crescita della Juventus come squadra, come collettivo in grado di portare a compimento l’obiettivo senza dipendere necessariamente dalle giocate del suo leader tecnico. Questa tendenza è stata uno dei primi concetti che Spalletti ha cercato di innestare, rivalutando singolarmente alcuni giocatori per alzarne il livello, così da avere un gruppo aperto a un ampio ventaglio di soluzioni e in cui, soprattutto, ognuno sappia come comportarsi al meglio. Al “Tardini” questo segnale è stato evidente. Yildiz è stato spesso fuori dal gioco, salvo poi scoprire avere un problema fisico da lui stesso denunciato e che lo ha costretto a chiedere il cambio all’intervallo.

Nonostante il turco abbia comunque tenuto la luce accesa, sebbene a sprazzi, durante i suoi 45 minuti di permanenza in campo, la formazione bianconera è riuscita, senza alcun affanno né forzatura, a imporsi e a venire a capo della partita. Senza dover contare sulle qualità del suo numero 10. In un altro momento della stagione, con un Yildiz così a mezzo servizio, la Juventus avrebbe fatto fatica persino a superare la metà campo. Figuriamoci se poteva auspicarsi di dominare e stravincere la gara con merito e spettacolo.

E invece, la storia ora è diversa. Dall’ago offensivo quasi esclusivamente pendente a destra, con le sovrapposizioni di Kalulu e un Conceição sempre pronto a seminare il panico, al continuo incrocio di posizioni tra McKennie, consueto centravanti aggiunto, e David, a segno, ma in una serata in cui si mette in evidenza come rifinitore, gli ospiti possono contare su una brillantezza di idee e soluzioni così evidente da poter fare a meno, almeno per una sera, dell’inventiva del proprio campione. Un segnale importantissimo per una squadra costantemente in crescita e che non può più permettersi troppi passi falsi in questo momento cruciale della stagione.

Il neo della serata del “Tardini”: Conceição, il gol sta diventando un problema

Non è però oro tutto ciò che brilla. Anche in una serata eccellente per la Juventus come quella contro il Parma, infatti, si può sempre individuare qualche piccola macchia. Forse l’unica dolente nota di questo posticipo serale della domenica per i colori bianconeri rimane la prestazione di Conceição. Schierato nuovamente titolare largo a destra nel tridente di trequartisti a sostegno di David, il portoghese è sembrato subito in palla e voglioso di essere determinante. La sua posizione strategica molto aperta ha permesso agli inserimenti di Kalulu di far male alla difesa emiliana, ma anche l’ex Porto, con la consueta intraprendenza nell’uno contro uno, ha saputo ritagliarsi le sue occasioni.

Ben due, nel giro di 5 minuti, agli albori della partita. Entrambe le opportunità sono notevolmente alla portata del suo talento, anche perché capitate sul suo piede forte, il sinistro, e da distanza molto ravvicinata alla porta. Tuttavia, ancora una volta, fa cilecca. Prima, un miracolo di Corvi su una conclusione angolata, ma non irresistibile. Poi, centra la traversa su un bel suggerimento di David al centro dell’area. Sebbene possa comunque ritenersi soddisfatto per l’assist servito a Bremer in occasione della rete del vantaggio e per aver messo lo zampino anche sulla marcatura del canadese (stavolta con molte responsabilità del portiere emiliano), questa difficoltà a essere incisivo sotto porta rischia di diventare un problema serio.

Anche Spalletti gli ha pubblicamente riconosciuto questo suo tallone d’Achille, che rimane davvero difficilmente spiegabile. Soprattutto per un giocatore dotato di quella tecnica individuale e spesso autore di gol spettacolari. Sembra quasi che quelli facili proprio non li gradisca! Battuta a parte, la questione rimane aperta e merita quanto prima una risposta da parte del figlio di Sérgio. Non sempre si riescono a segnare così tanti gol in una partita, specialmente in casa di una piccola che lotta col coltello tra i denti. La differenza delle grandi squadre deriva anche dalla capacità di essere ciniche ogni qualvolta si presenti l’occasione giusta. Non sfruttare certe chance, dunque, può avere effetti deleteri.

Juventus, dopo Parma la lezione per il futuro

In ogni caso, la Juventus contro il Parma inaugura questo mese di febbraio nel migliore dei modi. Nuovi segnali di crescita emergono e altre piccole defezioni possono ancora essere corrette. Ora che si avvicina la fase più calda della stagione, la Vecchia Signora dovrà fare tesoro di tutte queste ottime prestazioni. A partire già dai prossimi imminenti impegni in Coppa Italia e in campionato. In attesa degli spareggi di Champions League.