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Juventus, è crollato anche il baluardo dell’imbattibilità casalinga

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La Juventus, con l’imminente ritorno del play-off di Champions League e dopo un altro ko contro il Como nell’ultima di campionato, si ritrova nella classica posizione tra l’incudine e il martello, tra assenze pesanti, umore pessimo e la necessità di far risultato nei prossimi impegni per non veder gettare al vento le residue speranze di potersela ancora giocare per il quarto posto. Il clima dell’ambiente bianconero non può che essere pesante, viste le prestazioni negative che hanno inficiato il buon cammino costruito nel mese di gennaio e che poco a poco hanno smantellato la creatura funzionale ed efficiente ingegnata da Luciano Spalletti. Il ko contro gli uomini di Fàbregas, a tal proposito, ha fatto crollare anche l’ultimo baluardo che poteva dare un minimo di fiducia alla Juventus, anche in vista dell’arrivo del Galatasaray: l’imbattibilità casalinga. Un’altra ferita difficile da rimarginare.

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Cade l’imbattibilità all'”Allianz” della Juventus

Il successo del Como a Torino non ha soltanto fornito l’ennesima fotografia lampante del momento no della Juventus, ma ha anche contribuito a minare anche l’ultimo residuo identitario dei bianconeri, l’imbattibilità in casa. Un aspetto strenuamente difeso per quasi un anno, considerando che l’ultima volta che la Vecchia Signora è uscita con le ossa rotte dal suo fortino è stato il 9 marzo 2025. Una squadra ormai al collasso, che si apprestava a prendere un’altra batosta sonora anche a Firenze la settimana successiva per dire poi immediatamente addio a Thiago Motta, subì un pesantissimo poker dall’Atalanta, che passeggiò letteralmente senza la minima fatica.

Da quel periodo buio, la Juventus è riuscita a uscire in maniera non sempre convincente, cadendo e rialzandosi di volta in volta. Nonostante le difficoltà ataviche mai risolte, nei 348 giorni seguenti a quell’umiliazione inflitta dai bergamaschi, i bianconeri hanno mantenuto un’unica grande costante nel loro percorso, sia con Spalletti che con Tudor, tanto in Italia quanto in Europa: la capacità di non perire mai più in casa. Ciò non vuol dire che la squadra sia stata sempre impeccabile nelle gare interne, anzi. Tuttavia, anche nei momenti più duri, ha sempre trovato la forza per non affondare. Le svariate rimonte collezionate in questa stagione ne sono un esempio.

Un altro schiaffo in prossimità della partita che può valere la stagione

Dalle sfide contro il Dortmund e con l’Inter (all’andata) fino ad arrivare alla più recente rimonta sulla Lazio. Tutte negli scampoli finali. Perché davanti al proprio pubblico, il mantra del “fino alla fine” diventa molto più di un semplice coro o di poche parole impresse su uno striscione. Assurge a missione, scolpita nella mente, che non abbandona mai la squadra e le consente di dare quel qualcosa in più dal punto di vista emotivo e della motivazione per superare ogni ostacolo. È così che la Juventus ha mantenuto la sua imbattibilità casalinga.

Tuttavia, come accade per ogni cosa, anche questa magia è arrivata al suo capolinea. E, ancora una volta, giunge a ridosso di una partita fondamentale, ma al tempo stesso complicatissima, che non fa che togliere ulteriori certezze ad un gruppo in cui è già ampiamente in corso l’ennesima involuzione. Contro il Como, la Juventus non ha più trovato quell’energia e quell’alchimia con il proprio ambiente. Una squadra spenta, senza la convinzione di difendere il proprio territorio e a cui neanche il fattore casa è riuscito a dare una scossa. L’ennesimo segnale preoccupante di un periodo la cui uscita appare sempre più lontana.