Champions: Napoli, l’unica luce è Vergara. Juve, Atalanta e Inter ai playoff
La Champions League riserva gioie amare e riflessioni per il calcio italiano. L’Inter passa a Dortmund con le reti di Federico Dimarco e Diouf, ma non serve per evitare i playoff. Stessa sorte per Juventus e Atalanta, con i bianconeri che pareggiano a Monaco (0-0) e gli orobici che perdono contro l’Union SG (1-0). Le tre italiane si ritrovano ora a dover affrontare due partite in più in un calendario già affollato, con il rischio concreto di pagare questa fatica supplementare in Serie A.
Il vero nodo della serata, tuttavia, si stringe a Napoli. La sconfitta contro il Chelsea, giunta al culmine della migliore prestazione degli azzurri in questa Champions, sancisce una stagione che il tecnico Antonio Conte non esita a definire “deludente, se non fallimentare”. In questo scenario di buio, un solo raggio di sole riesce a farsi strada: il giovane Antonio Vergara.
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Vergara: da sconosciuto a simbolo di una svolta necessaria
Antonio Vergara, appena ventitreenne, è l’unica nota positiva in un contesto altrimenti desolante. Costretto a vederci chiaro a causa dell’emergenza infortuni che ha falcidiato l’attacco, Conte si è arreso all’evidenza e ha lanciato lo “scugnizzo di Frattaminore”. Il risultato è stato sorprendente: personalità, grinta e tecnica hanno conquistato la piazza in pochi tocchi di palla.
La sua risposta secca all’arbitro Maurizio Mariani – “Prima di tutto, sono italiano” – dopo essere stato apostrofato in inglese durante Juventus-Napoli, è diventata virale e sintetizza il carattere del ragazzo. Un carattere che, come sottolineano le critiche interne, è forse mancato allo stesso Conte nel gestire il turnover, contribuendo involontariamente alla strage di infortuni.
La lezione per Conte e lo stallo di Juve e Atalanta
L’ascesa di Vergara impone una riflessione obbligata al tecnico salentino: il giovane avrebbe meritato più spazio prima, sia per valorizzarne il talento, sia per preservare i titolari da usura e infortuni. La sua esplosione tarda è il simbolo di una gestione forse troppo prudente.
Nel frattempo, Juventus e Atalanta dovranno dimostrare di avere la profondità di squadra per reggere il doppio impegno dei playoff. La Juventus di Luciano Spalletti è apparsa opaca a Monaco, mentre l’Atalanta ha deluso nettamente a Bruxelles contro i modesti belgi dell’Union SG. Il rischio di pagare in campionato questa battuta d’arresto europea è concreto per entrambe.
