Stadio Lazio, il piano Flaminio tra sogno e conti
Un sogno, ma definito “responsabile”. La Lazio accelera sul progetto del nuovo Stadio Flaminio, illustrato a Formello dal presidente Claudio Lotito. L’obiettivo è chiaro: quattro anni di lavori, dal 2027 al 2031, per consegnare un impianto da 50 mila posti e candidarlo a ospitare gli Europei 2032.
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Il progetto tecnico
Il piano, firmato dall’architetto Marco Casamonti dello studio Archea Associati, prevede un investimento complessivo di 480 milioni. L’idea è quella di uno “stadio nello stadio”: sopra la storica struttura in cemento armato progettata da Pier Luigi Nervi sorgerà un nuovo anello in acciaio con copertura integrata.
Saranno 20 mila i posti sull’anello originario, 30 mila su quello moderno. L’architettura di Nervi resterà visibile e protetta. La gestione futura sarà affidata a Legends Global.
Il nodo finanziario
Restano interrogativi sulle coperture economiche. Nel piano economico-finanziario sono indicati 79,9 milioni di apporto dei soci, 284 milioni da fonti bancarie, 24 milioni di contributi pubblici e ulteriori risorse da terzi non specificati. “Non ci saranno scatole cinesi”, ha assicurato Lotito, spiegando che la newco sarà controllata dalla Lazio.
Mobilità e territorio
Previsti sette nuovi parcheggi per oltre duemila posti e una Ztl attiva nelle ore pre e post gara. Il progetto coinvolge anche La Sapienza e Roma Tre per mobilità e sostenibilità.
Siamo alle prime fasi. Il percorso sarà lungo, tra Soprintendenza e conferenza dei servizi. Ma la Lazio ha tracciato la rotta per il nuovo stadio.
