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Napoli, la notte di Neres: Supercoppa e consacrazione azzurra

2 min
Napoli Neres

Nessun gesto plateale. Solo calcio, puro e incisivo. A Riad, nella finale di Supercoppa Italiana, David Neres ha messo il suo nome in cima alla serata del Napoli. Due gol, una prestazione totale e la sensazione chiara che qualcosa sia cambiato nelle gerarchie offensive azzurre.

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L’occasione diventata identità

L’assenza di Khvicha Kvaratskhelia aveva aperto uno spazio inatteso. Neres lo ha riempito con personalità e continuità. Dopo mesi segnati dagli infortuni, il brasiliano ha mostrato il suo repertorio completo: strappi in profondità, uno contro uno costante, scelte sempre più mature. Il primo gol, un sinistro a giro dalla distanza, spezza la resistenza del Bologna e indirizza la finale.

Qualità brasiliana, lavoro da squadra

Non solo estro. La notte di Neres racconta anche disciplina, sacrificio, partecipazione alla fase difensiva. Il Napoli di Antonio Conte vive di intensità e aggressività. Il brasiliano si adegua, recupera palloni, resiste ai contrasti e chiude l’azione del secondo gol con uno scavetto che profuma di storia azzurra.

Una Supercoppa che pesa

La terza Supercoppa della storia del Napoli porta una firma netta. Non è soltanto un trofeo, ma una dichiarazione di presenza in una stagione che cerca nuovi equilibri. David Neres non sostituisce nessuno. Fa qualcosa di più semplice e più difficile: vince la sua partita.

E ciò che significa davvero è questo. Quando il talento incontra continuità e fiducia, il ruolo cambia. A Riad, Neres è diventato centrale. E il Napoli lo sa.