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Juventus, c’è ancora spazio per Openda e Zhegrova?

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Juventus Zhegrova

In casa Juventus l’entusiasmo è alle stelle dopo la vincente e convincente prestazione contro il Napoli, che ha portato una nuova ventata di positività che la squadra dovrà cercare di riversare a breve nell’ultimo step della prima fase a gironi della Champions League contro il Monaco. Dalla superlativa prova di squadra alle azzeccatissime mosse predisposte da Spalletti, tuttavia, non sono sfuggiti alcuni dettagli che riguardano dei giocatori spesso chiacchierati nell’ambiente bianconero e deliberatamente lasciati in panchina dal tecnico toscano. Si tratta di Loïs Openda e di Edon Zhegrova, arrivati ad un bivio in questo 2026 e per i quali sorge spontanea la domanda se ci sia ancora spazio per loro in questa Juventus brillante e molto funzionale assemblata dall’ex ct della Nazionale. Analizziamo insieme la loro stagione e cerchiamo di capire se e quale contributo possono ancora dare alla Vecchia Signora.

Numeri e rendimento di Openda e Zhegrova nella loro prima stagione alla Juventus

Arrivati entrambi agli sgoccioli della finestra dello scorso calciomercato estivo, Openda e Zhegrova sono stati accolti con aspettative massime in un momento in cui la Juventus viaggiava spedita in campionato con Tudor. Giocatori relativamente giovani, con esperienza in campo internazionale e qualità evidenti. Caratteristiche che sembravano poter aiutare la squadra a compiere quel definitivo salto di qualità e ridurre ulteriormente il gap con le altre contender in Italia. Senza dimenticare la speranza di apportare una vivacità nuova anche in campo internazionale.

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Così non è stato in questi primi 5 mesi a Torino, come mostrano i loro numeri. Openda ha finora disputato in stagione 771 minuti, distribuiti in tutte le competizioni, con 2 soli gol a referto (più qualcuno clamorosamente mangiato), uno in campionato e l’altro in Champions League e 7 sole partenze da titolare. Entrambi arrivati sotto la guida Spalletti. Per Zhegrova, invece, sono solo 302 i minuti in campo con un tabellino statistico ancora intonso a livello di reti e assist, appena una gara dal primo minuto ed un massimo di un tempo giocato per intero.

Al netto delle differenze tra le due situazioni (il minutaggio del kosovaro è fortemente condizionato dalla sua precaria forma fisica), è chiaro che c’è qualcosa che non va. Considerando anche che nel passaggio di consegne da Tudor a Spalletti è cambiato poco o nulla in termini di fiducia concessa. Col croato, infatti, Openda conta 325 minuti d’impiego. Per Zhegrova, invece, sono 36, ma si tratta di un periodo in cui non riusciva neanche ad allenarsi coi compagni. Eppure ciò dovrebbe far un attimo riflettere, visto che oltre all’infusione di un’identità tattica precisa, ad una ritrovata stabilità organizzativa e gerarchica, il tecnico bianconero è riuscito anche a risollevare emotivamente prima e tecnicamente poi diversi giocatori. Gli stessi, da Locatelli a David, che ora sono leader indiscussi e trascinatori in campo.

L’episodio di Napoli e le valutazioni per il futuro prossimo dei due indiziati

Tornando alla partita della Juventus contro il Napoli, Spalletti è sembrato dare un segnale piuttosto chiaro a Openda e Zhegrova. In un momento delicato della partita, a ridosso tra l’ora di gioco e il 75′, con la squadra che aveva bisogno di energie fresche, soprattutto davanti, per trovare una valvola di respiro alla pressione partenopea, l’allenatore bianconero ha scelto di privarsi di Conceição prima e di David poi. Peccato che non abbia scelto nessuno dei due giocatori sotto esame per rimpiazzare i titolari. All’esterno ex Lille ha preferito Kostić in un inusuale per lui ruolo di ala destra, disputando comunque una buona gara condita dal bel gol del 3-0. Davanti, invece, il tecnico di Certaldo ha varato l’opzione falso nove con Yildiz al centro dell’attacco, Miretti alle sue spalle e McKennie dirottato a sinistra.

Insomma, decisioni chiarissime arrivate in un momento non facile della partita. E che, alla fine, hanno pagato in positivo e ora qualche dubbio legittimo sovviene. Sul discorso attaccante, oltre alla mossa tattica, bisogna considerare anche le parole nette e chiare di Spalletti. Nel post-partita, ha fatto presente che a questa rosa manca una punta fisica. Non soltanto una questione di bomber puro, ma anche un giocatore che sappia domare e gestire palloni spalle alla porta e che vinca qualche duello aereo per far respirare la squadra in un momento di pressione.

Da qui i tentativi di accaparrarsi Mateta prima ed En-Nesyri poi, fino ad arrivare all’interessamento per Beto, tra gli altri. Sembra chiaro sommando i due addendi che Openda difficilmente possa rientrare prepotentemente nei piani tattici di Spalletti. Sarà sicuramente utile contro determinati avversari, per cui le sue caratteristiche di dinamicità e attacco alla profondità saranno più funzionali al tipo di partita impostata dalla Juventus.

Quanto a Zhegrova, invece, attualmente di spazi ce ne sono pochi. McKennie al momento è tra gli uomini più in forma, ma anche una delle chiavi tattiche più duttili e indispensabili per Spalletti. E si è pure ben comportato da esterno offensivo. Poi, c’è il rientro di Conceição, che gli è stato sempre davanti nelle gerarchie. La sua imprevedibilità e i suoi guizzi spesso sono stati incisivi (si pensi alla trasferta di Pisa o allo scontro diretto con la Roma, dove il suo ingresso ha dato nuova linfa alla squadra). Tuttavia, sovente le cose buone sono state alternate con poca concretezza ed eccessiva ripetitività.

Juventus: Openda e Zhegrova, carpite diem!

Chi pensava che il 2026 potesse essere l’anno della svolta per Openda e Zhegrova alla Juventus al momento ha dovuto ricredersi. Al netto delle considerazioni esposte fin qui, i due giocatori rimangono comunque dei tasselli a cui prima o poi Spalletti saprà dare uno slancio. Col belga ci ha già provato in Champions fisicamente, con la scena degli schiaffetti diventata virale. Per il kosovaro, invece, attende una crescita in termini di disponibilità e pragmatismo. Il tecnico toscano ha già dimostrato di saper concedere sempre nuove opportunità. L’ha fatto con Koopmeiners e Locatelli, per non parlare di Miretti e David. Ognuno ha sempre la sua chance, sta solo a loro essere pronti a coglierla.

Il calendario bianconero fino a febbraio sarà ancora fitto e con l’obiettivo del quarto posto sempre vivo, sarà indispensabile il contributo di tutti. In particolare di coloro che devono dimostrare di potersi meritare una conferma anche rispetto ai fattori economici che li riguardano. Non bisogna dimenticare che la Juventus ha sborsato un bel po’ per accaparrarseli. Poco più di 15 milioni di euro per Zhegrova e ben 40, tra prestito e obbligo di riscatto, per Openda. Cifre notevoli che non possono continuare a reggersi a lungo sui numeri e sul rendimento portati avanti finora.

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