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Javier Zanetti, una vita nerazzurra: da Moratti a Chivu, il racconto di un simbolo

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Inter Zanetti

Trent’anni (più uno) con gli stessi colori non sono una ricorrenza qualsiasi, soprattutto se si tratta di un club come l’Inter. Javier Zanetti celebra un anniversario che è molto più di un dato temporale: è una storia di appartenenza e identità. In un’intervista rilasciata al Corriere dello Sport densa di ricordi e riflessioni, il vicepresidente nerazzurro ripercorre i momenti chiave della proprio carriera, i rapporti umani che lo hanno segnato e uno sguardo sull’Inter di oggi. Un viaggio emotivo e professionale che attraversa generazioni, panchine e leadership diverse.

I “tre padri” e il valore delle relazioni

Per il “Tractor”, quella del Biscione non è mai stata soltanto una società calcistica, ma una vera e propria famiglia. Il legame più profondo resta quello con Massimo Moratti, figura centrale nella sua crescita umana e sportiva: “Moratti è famiglia. Un rapporto che va molto oltre quello tra presidente e giocatore o dirigente”.

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Ma il discorso si allarga a chi ha inciso realmente nel suo percorso professionale: “L’Inter mi ha dato tre padri: Moratti, Simoni e Mourinho”. Se con Gigi Simoni il rapporto era fatto di semplicità e protezione, con Mourinho, invece, è nata una connessione carismatica e totale, cementata dal Triplete: “José è un leader, abbiamo fatto qualcosa di indimenticabile e forse irripetibile”. Un’eredità emotiva che spiega perché l’eterno numero 4 sia rimasto un punto di riferimento anche dopo il ritiro.

Zanetti a tutto tondo, tra aneddoti e campioni del passato

In oltre tre decenni di Inter, il “Pupi” ha attraversato epoche e spogliatoi leggendari. Memorabile l’aneddoto del volo fermato da Ronaldo il Fenomeno dopo una partita contro la Roma, con i giocatori sudamericani impazienti a tornare in Patria per godersi la sosta natalizia. Un simbolo di un calcio diverso e di personalità fuori dal comune: “L’aereo ci aveva aspettato perché Roni l’aveva fermato con una telefonata”.

Non manca una riflessione sugli allenatori. Se Mourinho rappresenta il leader persuasivo per eccellenza, Zaccheroni viene ricordato come “il più complicato per la tanta tattica, richiedeva concentrazione continua”. Zanetti si racconta sempre come uomo squadra, attento agli equilibri e alla cultura del lavoro, valori che ha portato anche nel ruolo dirigenziale, senza mai vivere di rendita rispetto al passato.

Chivu e la continuità nerazzurra

Lo sguardo del vicepresidente interista è rivolto anche all’oggi, a partire dal lavoro di Cristian Chivu. Dell’ex compagno ora allenatore apprezza soprattutto le qualità umane e comunicative: “È un uomo di rara intelligenza, preparatissimo, un grande motivatore che arriva subito ai ragazzi”. Zanetti sottolinea come la squadra abbia sempre cercato la prestazione, lasciando intendere che i risultati non sempre raccontano tutto: “Avremmo meritato di più con Atletico e Liverpool, ci mancano quei due punti”.

Infine, una riflessione personale che riassume il suo percorso: “Lo status mi interessa pochissimo. Io per l’Inter sono una risorsa”. Una frase che racchiude trent’anni di fedeltà e senso di responsabilità verso il club meneghino.

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