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“Qua nessuno mi vuole”: sfogo Sazonov, tra curva in rivolta e panchina in bilico

3 min
Sazonov

Classifica corta, morale sotto i tacchi e un ambiente sempre più teso. Il Torino vive l’ennesimo momento delicato della stagione dopo il pesante 3-0 incassato a Marassi. Tra lo sfogo di Saba Sazonov al Filadelfia, la protesta annunciata dalla Curva Maratona in vista del prossimo match casalingo contro la Lazio e le valutazioni societarie sulla panchina di Baroni, il clima in casa granata sta diventando insostenibile.

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Le parole al veleno di Sazonov

Dopo la sconfitta contro il Genoa, come riportato da Toro News, alcuni gruppi ultras si sono recati al Filadelfia per confrontarsi con la squadra. Nel fuggi fuggi generale, si è trovato isolato il gigante georgiano, che non ha nascosto il proprio malessere. “Qua nessuno mi vuole, Baroni nemmeno mi saluta. Farei di tutto per il Torino ma non mi vogliono”, avrebbe confidato il difensore, oggi fuori dal progetto tecnico.

Parole pesanti che riflettono una frattura interna, la quale non coinvolge solamente chi, come lui, non sta trovando spazio. Sazonov ci ha tenuto a ricordare anche il passato, in particolare la stagione 23/24, dopo la quale si sono susseguiti il prestito all’Empoli e il grave infortunio al crociato: “Eravamo la miglior difesa di Serie A con Buongiorno e Rodriguez. Ora siamo l’ultima difesa e io non ci sono”. Un riferimento diretto ai numeri attuali, che vedono il Torino avere la peggior retroguardia del campionato.

Il centrale ha inoltre ribadito di essere pienamente recuperato dall’infortunio, contrariamente a quanto comunica la società all’esterno: “Posso giocare, l’infortunio è passato completamente”, aggiungendo che Petrachi gli avrebbe comunicato di non rientrare nei piani. Uno sfogo che fotografa la tensione crescente nello spogliatoio.

“Il calcio vero si gioca fuori”: la protesta della Maratona

La frattura con la tifoseria si allarga. In vista della sfida contro la Lazio, la Curva Maratona ha annunciato un’iniziativa simbolica: settore ancora una volta vuoto e torneo di calcio a 5 organizzato fuori dallo stadio. Il messaggio è esplicito: “Il calcio vero si gioca fuori. Nessuno stipendio milionario, niente tv, solo sudore e passione”.

Una protesta che si inserisce in una già nota e ben più ampia contestazione verso la gestione societaria. Nel comunicato si parla di “spettacolo grottesco” riferito a quanto accade in campo, con l’invito a ritrovare identità e spirito granata lontano dal “circo” del calcio moderno. La gara contro i biancocelesti, già delicata per la classifica, è dunque destinata a disputarsi in un clima surreale, che amplifica le pressioni.

Baroni appeso a un filo, D’Aversa e Gotti in pole

In questo contesto, la posizione di Baroni appare sempre più fragile. La settima sconfitta nelle ultime dieci partite ha fatto scattare l’allarme, con la zona retrocessione ormai a ridosso. La società sta valutando il da farsi e i contatti con possibili sostituti sarebbero già avviati.

In pole position c’è Roberto D’Aversa, profilo esperto in lotte salvezza, con cui si lavora a un contratto fino a fine stagione. In alternativa, l’opzione Luca Gotti, tecnico pragmatico reduce dalle esperienze con Udinese, Spezia e Lecce.

Il silenzio di Baroni nel post-partita di Marassi, con la mancata presenza in conferenza stampa, è stato interpretato come un ulteriore segnale di conferma, per una chiusura dei rapporti che non è più rimandabile. Le prossime ore saranno decisive per comprendere a chi verrà affidato l’arduo compito di ricompattare il gruppo, per trovare punti e serenità.