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Napoli in apnea: errori, infortuni e un tunnel che sembra infinito

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Napoli Conte
Foto © Stefano D'Offizi

Napoli crisi Conte – La sconfitta del Napoli a Torino contro la Juventus è stata la fotografia più cruda di una stagione che continua a sfuggire di mano. La decisione della coppia Mariani-Doveri, pesante e contestata, è stata la scintilla finale, non la causa. I problemi degli azzurri erano evidenti e strutturali, ben prima di quel rigore negato su Hojlund che poteva tenere in vita la partita e forse anche la speranza.

Un’emergenza senza fine

Napoli crisi Conte – Arrivare allo Stadium con dieci assenze significa partire già in salita. Antonio Conte ha dovuto rinunciare a Neres, Politano, Anguissa, Rrahmani, De Bruyne, Gilmour, Milinkovic, Ambrosino, Mazzocchi e Marianucci. Un elenco che spiega tutto. Senza energia e senza rotazioni, il Napoli ha provato a difendersi con ordine, ma creare occasioni contro una squadra organizzata come quella di Luciano Spalletti è diventato un esercizio quasi impossibile.

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Stanchezza e poche soluzioni

Il peso delle partite ravvicinate si è visto soprattutto a centrocampo. Stanislav Lobotka e Scott McTominay hanno giocato l’undicesima gara consecutiva insieme in poco più di un mese. Contro Khephren Thuram e Manuel Locatelli, la sofferenza era inevitabile. Davanti, Rasmus Hojlund continua a lottare in solitudine, con tutte le difese concentrate su di lui.

Conte non molla

L’unica nota positiva è il rientro di Romelu Lukaku dopo cinque mesi. Per il resto, il futuro immediato resta cupo, anche in vista della Champions League contro il Chelsea. Conte parla di situazione inverosimile, ma il messaggio è chiaro: restare sulla barca, combattere, resistere. La luce è lontana, ma con un allenatore così mollare non è contemplato.

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