La FIFA ricostruisce Gaza: 50 campi e uno stadio per la pace
Storica partnership FIFA-Board of Peace: il calcio come strumento di rinascita per Gaza
Il calcio può essere molto più di un gioco. Può essere un ponte, un’opportunità, un motore di rinascita. Con questa convinzione, la FIFA e il Board of Peace (BoP) hanno annunciato una partnership strategica senza precedenti, finalizzata a promuovere la ripresa e la stabilità nelle regioni colpite da conflitti, a partire da Gaza, in Palestina.
L’accordo, firmato alla presenza del Presidente della FIFA Gianni Infantino, del membro del Board of Peace Yakir Gabay, dell’Alto Rappresentante per Gaza S.E. Nickolay Mladenov e del Commissario Capo del Comitato Nazionale per l’Amministrazione di Gaza Dr. Ali Shaath, rappresenta un impegno concreto per trasformare le macerie in un futuro di speranza. Il cuore del progetto è un programma di recupero completo che combina infrastrutture sportive, istruzione e sviluppo delle élite.
Un piano ambizioso: dall’Arena allo Stadio Nazionale
Il progetto messo a punto dalla FIFA e dal BoP non si limita a riparare i danni della guerra, ma punta a costruire un ecosistema calcistico duraturo e di livello mondiale. L’infrastruttura prevista è imponente e si articolerà in quattro fasi distinte, pensate per generare posti di lavoro, rafforzare la coesione sociale e sostenere la rivitalizzazione economica a lungo termine.
Fase I – Attivazione della comunità (3-6 mesi)
Il primo passo prevede l’installazione di 50 mini-campi FIFA Arena in prossimità di scuole e aree residenziali. L’obiettivo è creare immediatamente spazi di gioco sicuri e accessibili, attivati fin dal primo giorno con il programma FIFA Football for Schools, la distribuzione di attrezzature e attività di base strutturate.
Fase II – Infrastruttura professionale (12 mesi)
Si passerà poi alla costruzione di cinque campi da gioco regolamentari, distribuiti in diversi distretti. Questa fase consentirà la nascita di club locali organizzati e il rafforzamento di percorsi calcistici strutturati, gettando le basi per un movimento sportivo solido e radicato sul territorio.
Fase III – FIFA Academy (18-36 mesi)
Il cuore del progetto di sviluppo dei talenti sarà una FIFA Academy all’avanguardia, un centro di eccellenza che integrerà sport d’élite, istruzione e alloggi. L’Accademia supporterà l’individuazione di giovani promesse, offrendo loro percorsi professionali e opportunità di lavoro qualificato.
Fase IV – Stadio nazionale (18-36 mesi)
Il coronamento del progetto sarà la costruzione di uno stadio nazionale da 20.000 posti. Un’infrastruttura in grado di ospitare eventi sportivi e culturali, rafforzare l’identità nazionale, generare ricavi commerciali e fungere da punto di riferimento a lungo termine per la coesione della comunità.
Le parole di Infantino: “Il calcio unisce le persone”
A suggellare l’importanza dell’accordo, le parole del numero uno del calcio mondiale. Gianni Infantino ha sottolineato il valore sociale e politico dell’iniziativa:
“La FIFA e il Board of Peace hanno firmato un accordo di partenariato storico che promuoverà gli investimenti nel calcio allo scopo di supportare il processo di ripresa nelle aree post-conflitto. La FIFA desidera che quante più persone possibile in tutto il mondo partecipino al nostro sport e traggano vantaggio dalle opportunità che crea. Il calcio unisce le persone e contribuisce a un mondo più prospero, istruito, equo e pacifico.”
Un messaggio chiaro, che ribadisce la volontà della FIFA di essere protagonista attiva nei processi di pace internazionali, come già anticipato al Summit per la pace di Sharm El-Sheikh dello scorso ottobre.
Un modello replicabile
Il progetto per Gaza si basa sull’iniziativa globale FIFA Arena, che punta a installare almeno 1.000 mini-campi in tutto il mondo entro il 2030. Un programma già attivo in numerosi paesi, che fornisce spazi di gioco durevoli in comunità con accesso limitato allo sport.
L’implementazione delle varie fasi procederà in linea con il monitoraggio continuo delle condizioni di sicurezza. Non appena le circostanze lo permetteranno, inizierà l’attivazione della Fase I, supportata da un coinvolgimento strutturato degli stakeholder.
Il calcio, ancora una volta, prova a fare la sua parte. Per costruire non solo campioni, ma anche cittadini e, si spera, un futuro di pace.
