Salta al contenuto

Fiorentina, Dzeko: “Ecco quando ho deciso di andare via”

3 min

Edin Dzeko è tornato a parlare della Fiorentina. Il bosniaco, ora neo giocatore dello Shalke 04, è arrivato la scorsa estate a Firenze per portare esperienza e dare una mano alla causa viola, cercando di puntare ad un piazzamento europeo. Un obiettivo che, però, nel corso della stagione si è rivelato completamente fuori portata dato che la squadra è riuscita ad uscire dalla zona retrocessione solamente la scorsa giornata grazie al successo in casa contro il Pisa.

Oltre al cammino di squadra ampiamente deludente, anche il percorso individuale dell’ex Roma e City è stato molto al di sotto delle aspettative: il classe ’86 infatti, è sceso in campo per 18 volte con la maglia viola – molte volte da subentrato – realizzando solamente due reti, entrambi in Conference League. Un amore mai sbocciato né con la società, né con la tifoseria e lo stesso Dzeko ha raccontato la sua esperienza ai microfoni della Bild. Di seguito le sue parole.

FIORENTINA, DZEKO: “HO CAPITO CHE DOVEVO ANDARE VIA DOPO UN’EPISODIO A PARMA”

LA SOSTITUZIONE –Ricordo quanto successo a Parma, al Tardini, a fine dicembre. Era uno scontro salvezza, una sfida cruciale. Ero in panchina e poco dopo l’intervallo siamo andati in svantaggio. A quel punto mi hanno mandato a scaldare ma occhi minuti prima del fischio finale, il nostro allenatore ha effettuato un’altra sostituzione. Ha sostituito un difensore e ne ha inserito un altro.”

LA VOLONTÀ DI ANDARE ALLO SHALKE – “Mi sono detto: ‘non si può andare avanti così‘. A fine partita ho chiamato il mio agente e gli ho raccontato tutto. Il giorno dopo ho pranzato con la squadra, poi mi sono fermato da solo in sala e ho riflettuto. Mi sono chiesto: cosa voglio? Di cosa ho bisogno? Ho trovato la risposta: uno stadio emozionante con tifosi scatenati. Un club che possa trascinarmi di nuovo. Improvvisamente, mi è venuto in mente lo Schalke. In quel momento, ho subito preso il telefono e ho mandato un messaggio al mio caro amico Nikola Katic“.

Cosa gli ho scritto? Se avessero ancora bisogno di un attaccante. Mi ha chiamato subito e mi ha chiesto se poteva mettermi in contatto con l’allenatore. Ho detto: “Sì, volentieri”. Da lì è successo tutto rapidamente e le cose sono andate nel verso giusto. Ho parlato con Muslic, l’allenatore. Di tutto: calcio, famiglia, vita. Gli ho detto chiaramente che i soldi non sono importanti per me. Avevo altre offerte economicamente più vantaggiose, ma non era quello il mio obiettivo. Sono stato felice di rinunciare ai soldi per lo Schalke“.