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Caso Brahim Diaz: il rigore sbagliato che ha scatenato il caos

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Brahim Diaz

La finale della Coppa d’Africa 2026 tra Marocco e Senegal a Rabat è stata un concentrato di dramma, polemica e sospetti che vanno ben oltre il semplice risultato sportivo. Al centro della bufera, il rigore fallito all’ultimo secondo dall’astro marocchino Brahim Diaz, un episodio che ha scatenato teorie complottiste e lasciato una nazione intera nello sconforto.

Il caos che ha preceduto il penalty

La partita è esplosa nei minuti di recupero. L’arbitro Jean-Jacques Ndala prima ha annullato un gol regolare al Senegal, poi ha concesso un rigore contestatissimo al Marocco per un contatto su Brahim Diaz. Una decisione insopportabile per i campioni in carica, che su indicazione del CT Pape Thiaw hanno abbandonato il campo in segno di protesta, rischiando la squalifica. In mezzo al caos, con tifosi che invadevano il rettangolo di gioco, solo la diplomazia del capitano Sadio Mané ha convinto i compagni a rientrare.

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Il cucchiaio sospetto e le voci di accordo

Quando finalmente, dopo oltre 20 minuti di attesa, Brahim Diaz si è presentato sul dischetto, ha scelto un’inesplicabile Panenka debole e centrale, facilmente neutralizzata da Édouard Mendy. L’immagine surreale ha fatto subito nascere voci: in molti, osservando il giocatore parlare a mano coperta con i compagni prima del tiro, hanno ipotizzato un accordo con Mané. Secondo questa teoria, non verificata, Diaz avrebbe “sacrificato” il tiro per far rientrare il Senegal e salvare l’onore della finale.

Le reazioni e il prezzo da pagare

Le immagini di Brahim Diaz in lacrime, consolato dal presidente FIFA Gianni Infantino, raccontano però una storia di genuina disperazione. Il CT del Marocco, Walid Regragui, ha bollato come “vergognosa” la condotta del Senegal, aggiungendo che i ritardi hanno fatto perdere concentrazione al suo giocatore. Infantino ha condannato senza mezzi termini la protesta e le scene di violenza, definendole “inaccettabili”. Ai supplementari, il gol di Pape Gueye ha dato la vittoria e la Coppa al Senegal, prolungando a 50 anni l’attesa del Marocco. La verità su quel rigore, forse, la sa solo Brahim Diaz, ma l’ombra del sospetto offusca una serata che avrebbe dovuto celebrare il calcio africano.

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