Batistuta e la Fiorentina, amore eterno ma distanza societaria
La Fiorentina resta una ferita aperta e, allo stesso tempo, un amore impossibile da cancellare per Gabriel Omar Batistuta. Anche oggi, in una fase delicata della stagione viola, il legame tra il club e uno dei suoi simboli più grandi appare distante. A raccontarlo è lo stesso ex attaccante argentino, protagonista di un’intervista a Cronache di Spogliatoio che restituisce il ritratto di un uomo deluso, ma mai rancoroso.
Bonus fino a 1.000€
Payout 99,5% • Il miglior bookmaker
Bonus fino a 1.000€
Payout 98,5% • Quote competitive
Bonus fino a 1.000€
+ 7€ + 30€ extra • Payout 97,5%
Il sentimento e la delusione
“Dopo Vittorio Cecchi Gori sono passate due società: nessuno mi ha chiamato. Questo mi ha fatto male”, confessa Batistuta. Parole che pesano, soprattutto se pronunciate da chi ha segnato un’epoca con la maglia viola. “Se mi chiamassero mi sentirei non dimenticato, ma ricordato e preso in considerazione. Mi darebbe vita. Vorrebbe dire che tutti i sacrifici che ho fatto sono valsi la pena”. Un pensiero diretto, senza filtri, che racconta un rapporto mai davvero ricucito.
“Scenderei io in campo”
Il legame emotivo con Firenze resta totale. “Se potessi io scenderei anche in campo per aiutare la Fiorentina. È quello che sento. A Firenze sono amato e io provo la stessa cosa per la città e per la sua gente”. Un sentimento che non conosce tempo. “Lo sentivo quando giocavo e lo sentirò fino alla morte”.
Il vuoto societario
La frattura, però, è chiara. “I tifosi non sono i dirigenti della Fiorentina”, sottolinea Batistuta. “Non mi stanno prendendo in considerazione. Io se voglio andare allo stadio a vedere la Fiorentina non so nemmeno a chi chiedere il biglietto”. Una distanza che fa rumore, soprattutto in un momento in cui il passato potrebbe ancora offrire un valore prezioso al presente viola.
