A Carnevale ogni scherzo non vale: Chivu, Fabregas e le maschere
Cesc Fabregas e Cristian Chivu, tecnici di Como e Inter, alimentano un clima già di per sé infuocato smentendo coi fatti le proprie parole
FABREGAS CHIVU – Due episodi molto simili tra loro, sulla stessa corsia di competenza e contro lo stesso avversario: il Milan. Nel Derby del 23 novembre, Cristian Chivu sembrava aver letteralmente alzato le mani per impedire ad Adrien Rabiot, centrocampista rossonero, di rimettere velocemente in campo il pallone sugli sviluppi di rimessa laterale. Il Mister dell’Inter aveva teso le braccia verso l’alto facendo finta di proteggere il proprio viso da un eventuale pallonata del francese sulla rimessa. Episodio quasi analogo e altrettanto grave nel corso della serata di ieri, nel match tra rossoneri e Como, con Fabregas che tira per la maglia Saelemaekers per impedirgli un’azione difensiva.
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Due tecnici dal modus operandi molto simili, ma protagonisti di conferenze stampa che vanno in netta controtendenza rispetto quanto mostrato sul campo. E proprio nel periodo di Carnevale, ogni scherzo non vale: gesti antisportivi che mal si sposano con dichiarazioni concilianti nei confronti di avversari e Direttori di Gara a poche ore dalle partite. Post Inter-Juventus, ad esempio, Chivu ha perso una grande occasione per confermare quanto affermato in sala stampa il giorno antecedente il match (“Vorrei che gli allenatori parlassero anche quando si ritrovano con episodi a favore”) quasi giustificando la simulazione di Alessandro Bastoni su Kalulu. Un autogol in piena regola, quello dell’allenatore nerazzurro.
Fabregas, i fatti smentiscono le parole: brutto gesto in Milan-Como
Discorso analogo per Cesc Fabregas, abilissimo a tentare di spegnere qualsiasi polemica cercando di pontificare sul bel calcio e sull’estetismo di questo sport, ma compiendo un gesto antisportivo dopo aver abbandonato la propria area tecnica di competenza. La linea laterale resta la stessa in tutti gli episodi, ma cambia la narrazione rispetto quanto si dice e quanto, effettivamente, si compie sul terreno di gioco.
Un’altra maschera è caduta, anche si fa sempre in tempo a recuperare. Fabregas si è scusato per l’accaduto, ma qualcosa ancora non torna. Certi gesti alimentano un clima già alquanto esasperato e non fa il bene di questo sport. Un tecnico non è solo pura strategia, ma anche garante dell’atteggiamento mostrato dalla propria squadra sul campo.
