Udinese: mal d’attacco
Se l’Udinese dovesse anche quest’anno rimanere sul treno della serie A, dovrà ringraziare un passeggero distratto e sciupone come l’Empoli. La squadra friulana oltre ad aver cambiato tre allenatori in stagione, non è mai riuscita, se non a inizio stagione con Velazquez, a dimostrare sprazzi di gioco interessante e ha faticato a concretizzare anche quel poco che riusciva a costruire. Complice la scarsissima vena di Lasagna, l’ambientamento di Pussetto (di certo non un bomber e a volte schierato anche a tutta fascia in un centrocampo a 5), con l’infortunio di Teodorczyk e l’arrivo solo a gennaio di Okaka, l’Udinese si è ritrovata a essere il terz’ultimo attacco della serie A con 31 reti all’attivo: dietro di loro solamente il Chievo ultimissimo, con 25 gol e il Frosinone, oramai quasi in B con 26. Davanti c’è il Cagliari con 32 reti, squadra però capace di concretizzare e capitalizzare tanto da ritrovarsi con 7 punti in più rispetto all’Udinese, e una classifica tranquilla da oramai metà campionato.
Se è vero che i campionati si vincono (anche) con le difese, lo stesso non si può dire delle salvezze. È vero che l’Empoli giocando bene e segnando parecchio (43 gol, dodicesimo attacco della serie A) è praticamente in B, ma non sempre con quella qualità di gioco e tutti quei gol segnati ti ritrovi in una situazione così negativa di classifica. L’Empoli ha pagato dazio in modo esagerato una coperta che alla fine dei conti si è dimostrata troppo corta, ma l’Udinese dovrà fare tesoro per l’anno prossimo di questa mancanza di gioco e concretezza sotto porta.
Non sempre le cose potranno girare bene come quest’anno in chiave salvezza.
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Sono soprattutto gli attaccanti segnano poco, nella classifica dei gol segnati dei friulani infatti, De Paul, spesso utilizzato anche come mezz’ala è il bomber stagionale con 9 reti, segue Lasagna con 6, Pussetto a quota 4 e Mandragora a 3.
