Ronaldo e Al-Nassr: sciopero per protesta, i possibili scenari
Una tempesta perfetta si è abbattuta sulla stella più luminosa del calcio saudita. Cristiano Ronaldo, icona dell’Al-Nassr, ha attuato una clamorosa forma di protesta rifiutandosi di scendere in campo contro l’Al-Riyadh, partita poi vinta 1-0 dalla sua squadra. Alla base del gesto, una profonda frustrazione verso la proprietà del club, il fondo sovrano Public Investment Fund (PIF), accusato di favorire le dirette rivali sul mercato.
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Il nodo della disparità di trattamento
Secondo Sky Sports News, Ronaldo è furioso perché ritiene che l’Al-Nassr non riceva lo stesso sostegno finanziario degli altri club di proprietà del PIF, come l’Al-Hilal, l’Al-Ahli e l’Al-Ittihad. L’ultima goccia è stata il trasferimento di Karim Benzema all’Al-Hilal, avversario diretto in testa alla Saudi Pro League, mentre l’Al-Nassr ha chiuso la finestra invernale con un solo arrivo minore. Il tecnico Jorge Jesus aveva già denunciato pubblicamente che il club “non ha il potere politico dell’Al-Hilal“.
Un futuro in bilico: clausola da 50 milioni e possibili sbocchi
Questa crisi ha spinto Ronaldo a valutare seriamente la possibilità di lasciare l’Arabia Saudita già dalla prossima estate. Il suo contratto, che scade nel 2027, contiene una clausola rescissoria da 50 milioni di euro. I possibili scenari per il futuro del 41enne, secondo diverse testate, includono un ritorno in Europa o, in particolare, un trasferimento in MLS, lega in cui si favoleggia anche di un’ultima, epica reunion con Lionel Messi .
La palla passa ora al giocatore e alla proprietà. Riuscirà la “macchina della diplomazia” dell’Al-Nassr a ricucire lo strappo con il proprio leader e simbolo, oppure il calciatore più famoso del mondo deciderà di cercare nuovi orizzonti per inseguire il suo millesimo gol in carriera? La partita si gioca ora fuori dal campo.
