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Premier League, al vaglio una nuova strategia commerciale per ricavi record

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Trofeo Premier League

Mentre il resto d’Europa discute di sostenibilità, la Premier League pianifica il prossimo salto economico. La lega inglese, già dominatrice incontrastata nelle classifiche dei ricavi, studia una revisione profonda del proprio modello commerciale che potrebbe generare fino a 750 milioni di sterline di incassi aggiuntivi all’anno, pari a circa 850 milioni di euro. Non si tratta di un semplice aumento di sponsor, bensì di una trasformazione strutturale nella gestione dei diritti commerciali e della pubblicità.

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Centralizzare per crescere: il piano da 750 milioni di sterline

Il cuore della proposta riguarda la vendita centralizzata del 60% degli spazi pubblicitari a bordo campo, oggi in larga parte gestiti individualmente dai club. L’idea, illustrata ai 20 azionisti durante un’assemblea, prevede inoltre l’espansione del numero di partner globali “top-tier”, passando dagli attuali sette a un totale di dieci. Secondo le prime simulazioni interne, questa doppia leva, con un focus sul controllo centrale e la maggiore attrattività globale, potrebbe generare circa 850 milioni di euro di ricavi aggiuntivi ogni anno.

Il modello non è nuovo in senso assoluto: si ispira alle leghe sportive statunitensi, dove la gestione collettiva dei diritti commerciali consente di massimizzare il potere negoziale e valorizzare il brand complessivo della competizione. Attualmente il portafoglio partner della Premier include marchi come Barclays, Microsoft, EA e Guinness, oltre ad accordi di licensing con Topps, Football Manager e Sorare. Ampliare e centralizzare significherebbe rafforzare ulteriormente il posizionamento globale della lega. Restano però alcune perplessità interne: in particolare, un dirigente avrebbe sollevato il rischio di conflitti con gli sponsor individuali già legati ai club, in particolare in caso di sovrapposizioni merceologiche.

Un dominio costruito nel tempo: dalla tv al direct-to-consumer

Questa possibile rivoluzione si inserisce in un percorso iniziato oltre trent’anni fa. Dalla sua nascita nel 1992/93, la Premier League ha costruito il proprio dominio economico attraverso una visione strategica chiara: investimenti infrastrutturali, valorizzazione dei diritti tv e sviluppo commerciale internazionale. Oggi è l’unica lega calcistica a generare più ricavi televisivi all’estero che in patria, con 2,60 miliardi di euro annui dai diritti internazionali contro i 2,01 miliardi domestici per il triennio 2025-2028.

Il prossimo passo è ancora più ambizioso: dal 2026/27 la Premier produrrà internamente tutte le proprie trasmissioni, chiudendo lo storico accordo con IMG. Una mossa che apre scenari diretti verso un modello “direct-to-consumer”, ovvero la possibilità di commercializzare contenuti senza intermediari broadcaster in determinati mercati. Centralizzazione pubblicitaria e produzione autonoma dei contenuti sono due tasselli della stessa strategia, il cui fine ultimo è ovviamente la moltiplicazione dei ricavi. Se le stime saranno confermate, il divario con le altre leghe europee rischia di diventare incolmabile.