Laporta svela tutto: “Rifiutai 250 milioni per Yamal”. E su Messi…
Un libro, due retroscena clamorosi con un filo rosso che lega passato e futuro del Barcellona. Joan Laporta, durante la presentazione di Així hem salvat el Barça (“È così che abbiamo salvato il Barça”), ha svelato dettagli inediti su due momenti chiave della recente storia blaugrana: il rifiuto di un’offerta da 250 milioni per Lamine Yamal e il tentativo, mai concretizzato, di riportare Lionel Messi in Catalogna nel 2023. Due decisioni che raccontano una visione strategica fatta di coraggio e identità sportiva.
Il no al PSG per Yamal
Il primo retroscena riguarda la giovane stella dei catalani. Laporta ha rivelato che due anni fa il Paris Saint-Germain mise sul tavolo 250 milioni di euro per il talento classe 2007, individuato come erede di Mbappé che nel frattempo era passato al Real Madrid. Una cifra enorme, soprattutto per un Barça ancora alle prese con difficoltà finanziarie.
Eppure la risposta fu negativa. “Quando il PSG ci fece quell’offerta per Yamal e noi li rifiutammo, alcuni pensavano che fossimo pazzi”, ha raccontato l’ex presidente. Una scelta controcorrente, maturata in un momento delicato ma fondata sulla convinzione di avere tra le mani un talento generazionale.
Yamal, all’epoca appena diciassettenne, era già considerato centrale nel progetto tecnico avviato da Xavi. Oggi è il simbolo della rinascita blaugrana nel post-Messi, leader tecnico e volto del futuro. Laporta ha rivendicato quel no come una decisione identitaria prima ancora che economica: trattenere il talento per ricostruire attorno a lui.
La telenovela Messi: il contratto “a due fasi” e il veto della Liga
Il secondo capitolo riguarda Lionel Messi e il tentativo di riportarlo in Catalogna nel 2023. Laporta ha raccontato di aver studiato una formula “folle”: un contratto a lungo termine con una prima fase da giocatore in blaugrana e una seconda in prestito a una squadra MLS.
“Abbiamo preparato il contratto, ho mandato la bozza a Jorge Messi. Poi silenzio”, ha spiegato. La trattativa si arenò anche per le richieste della Liga, che avrebbe imposto al club la cessione di una quota dei diritti televisivi per 50 anni tramite il fondo CVC. Un sacrificio giudicato eccessivo.
Dopo settimane di attesa, arrivò la decisione finale: Messi scelse l’Inter Miami. “Ha deciso di andare dove non sarebbe più stato sotto pressione”, questa la comunicazione del padre-agente della Pulce all’ex presidente.
Due storie profondamente diverse, che trovano nell’identità un unico filo conduttore. Tra la leggenda del recente passato e il fenomeno del futuro, il Barcellona continua a muoversi sul sottile confine tra cuore e bilancio.

