Juventus: che cuore contro la Roma, ma tra te e la Champions c’è un Malen di mezzo
Per la quarta giornata consecutiva di campionato, la Juventus non riesce a portare a casa i 3 punti, ma il cuore con cui i bianconeri hanno rimontato lo svantaggio contro la Roma, dopo che i gol di N’Dicka e Malen sembravano aver indirizzato la partita per gli uomini di Gasperini, rimane encomiabile. È pur vero che il pareggio dell'”Olimpico” potrà aver lasciato anche delle buone e significative impressioni sul carattere della Vecchia Signora, sempre meno avvezza alla resa – come d’altronde già dimostrato in casa dell’Inter o nella gara di ritorno con il Galatasaray. Tuttavia, riaccende i riflettori su una lacuna che perdurerà inevitabilmente fino al termine della stagione, su cui a breve andremo a riflettere. Inoltre, in virtù del successo del Como sul Lecce, la squadra di Spalletti scivola al sesto posto in classifica. Alle spalle proprio dei lariani e con sole 2 lunghezze davanti all’Atalanta.
Anche a Roma, la Juventus vive l’ennesima serata di rimpianti, in cui non basta guardare il bicchiere mezzo pieno per la rimonta nel finale. Questa non-vittoria ulteriore è capitale per il discorso Champions League, ormai irrimediabilmente compromesso e bisognoso di un clamoroso miracolo per essere riaperto.
Roma-Juventus: si rivedono i gol degli attaccanti, ma quanto manca un giocatore come Malen
La Juventus sembra aver smarrito la via della vittoria e pur quando riesce a ritrovarla – come accaduto mercoledì contro i turchi – finisce per rivelarsi vana ai fini del raggiungimento del traguardo. La serata di Roma rappresentava per i bianconeri l’ultima corsa per mantenere viva la speranza di poter ancora lottare per il quarto posto. E, invece, si ritrova con l’ennesimo pugno di mosche in mano. Quasi che questo mese di marzo appena inaugurato non sia altro che un sinistro proseguimento del tremendo febbraio vissuto dalla Vecchia Signora. Quanto alla partita dell'”Olimpico”, Spalletti può almeno accennare ad un sorriso per aver ritrovato i gol degli attaccanti. Esterni sì, ma pur sempre giocatori offensivi.
Una dato che, se ti chiami Juventus, non dovrebbe fare notizia, eppure lo è in questa ennesima stagione di transizione. Al netto dell’ormai intollerabile numero di gol incassati (21 in 8 gare nell’ultimo mese, considerando tutte le competizioni), la Vecchia Signora si è dimostrata essere spesso in grado di resistere e qualche volta anche sovvertire le difficoltà del caso provando a ribattere colpo su colpo alle avversarie. Prima di stasera, però, tutte le 12 reti delle ultime 7 partite portavano la firma di centrocampisti o difensori. Viene inevitabilmente da chiedersi: che fine hanno fatto gli attaccanti bianconeri? Contro la Roma, che ha sfoggiato il proprio centravanti Malen, la Juventus ha risposto ancora una volta con un uomo delle retrovie, Gatti, autore del 3-3 finale, ma finalmente con due membri del parterre d’attacco, ovvero sia Conceição e Boga.
A guardare però la prestazione del giocatore olandese giallorosso e confrontandola con quelle degli altri giocatori offensivi bianconeri, anche al netto della prova generale della squadra, si sprofonda in un abisso senza fine.
La partita di Malen contro la Juventus
Con il gol realizzato alla Juventus, Malen ha raggiunto quota 6 reti in Serie A con la maglia della Roma, divenendo in appena 2 mesi il miglior realizzatore della squadra a pari merito con Soulé. Più volte si è giustamente sottolineato come il suo impatto devastante per la formazione di Gasperini non vada misurato soltanto con le marcature. Bensì anche con il volume di movimenti e gioco dentro l’area di rigore che agevolano l’azione dei compagni.
Anche stasera, l’olandese ha fatto esattamente questo. Non soltanto il gol al 65′ del momentaneo 3-1 per i giallorossi, con un poderoso attacco della profondità che ha bruciato Kelly e poi trafitto un incerto Perin in uscita con un tocco sotto. Una partita intera a stressare la linea difensiva avversaria. Lotta su ogni pallone, scatta a gran velocità ad ogni occasione buona e con lucidità e prontezza si avventa su ogni palla vagante nelle sue vicinanze. Una presenza costante negli ultimi 16 metri che ha creato parecchi grattacapi agli uomini di Spalletti, sebbene Bremer si sia comunque ben disimpegnato su di lui nella maggior parte dei duelli.
La partita della Juventus senza uno come Malen
Venendo alla prestazione generale della Juventus nel corso dei 90 minuti contro la Roma, il voto non può che essere positivo. Soprattutto per quanto mostrato nel primo tempo. La prima frazione, infatti, ha visto la squadra di Spalletti dominare emotivamente, tecnicamente e tatticamente quella di Gasperini. Il vorticoso movimento dei giocatori bianconeri, unito all’eccellente scambio di posizioni con un uomo sempre a dettare la palla addosso e un altro pronto a buttarsi nello spazio, ha spesso mandato in tilt il piano difensivo dei padroni di casa.
Nonostante questa superiorità in campo, alla Vecchia Signora è mancata la cosa più importante, il gol. La meravigliosa rete di Conceição che ad inizio ripresa riporta il punteggio in equilibrio, annullando l’altra perla di serata, quella di Wesley, è stato infatti il primo tiro in porta degli ospiti. Eravamo al 47′. Un intero tempo dominato, chiuso in svantaggio per una delizia dell’esterno brasiliano, ma senza nemmeno un singolo pallone arrivato dalle parti di Svilar. Ma com’è possibile?
Yidliz, tra i più vivaci, ha lasciato ancora il mirino a casa, esattamente come accaduto nella serata di Champions di Torino. David non è mai stato messo nelle condizioni di battere a rete e l’unica sua conclusione, finita alta sopra la traversa, deriva da un tentativo individuale da fuori. A prescindere dai mancati suggerimenti ricevuti, il canadese stasera ha fornito il consueto contributo alla manovra, ma con meno qualità e pulizia rispetto ad altre occasioni. In più, dà sempre quella sensazione di peccare di cattiveria e senso della lotta. Anche quando si tratta semplicemente di andare in contrasto aereo per contendere un pallone. Quanto a Conceição, a parte il gol c’è stato ben poco. O meglio, nel corso dei primi 45 minuti ha avuto occasioni ben più semplici da concretizzare, ma ormai è laureato in reti impossibili, prendere o lasciare.
Quanto ai subentrati, Zhegrova ha avuto il merito di scodellare dentro il pallone poi spedito in porta da Gatti. Openda non pervenuto, ma è entrato soltanto all’89’. Boga è stato a suo modo decisivo, in quanto autore del 3-2. Tuttavia, si tratta di un gol quasi accidentale, sia nella dinamica che, soprattutto, nel contesto. Perché il giocatore era con il corpo sul rettangolo verde dell'”Olimpico”, ma con la testa completamente da un’altra parte.
L’emergenza attaccante in casa Juventus
Il pareggio di Roma, di fronte ad un numero 9 come Malen, ha riacceso, nuovamente, i riflettori sulla questione attaccante in casa Juventus. Non è un caso se Spalletti, poco prima del gol dell’olandese, abbia preferito giocare col falso centravanti Yildiz, privandosi di David. Openda, come detto è entrato solo negli scampoli finali. I veri punti di riferimento davanti, invece, sono stati il solito McKennie nel primo tempo e Gatti nei minuti concitati del tramonto della gara.
Di fronte a quanto visto stasera, i bianconeri possono solo attendere con ansia il ritorno di Vlahović. E possibilmente anche quello di Yildiz, ancora non al top della forma. Intanto, però, il treno Champions è andato e la Vecchia Signora non è riuscita ad acciuffarlo in questo scontro diretto vitale. Ancora una volta, la Juventus esce con rammarico da una partita approcciata molto bene, ma sfuggitale via per non aver capitalizzato le occasioni costruite. Tutto ciò che rimane sono il cuore e il carattere e un’altra rimonta portata a compimento da un difensore.



