Guardiola ironico sul City: “Perché il club non spende di più?”
Pep Guardiola torna a parlare di mercato, ma con un sorriso ironico stampato in faccia. In conferenza stampa alla vigilia della semifinale di ritorno di Carabao Cup contro il Newcastle United, il tecnico catalano ha dichiarato di essere “un po’ triste e arrabbiato” con la dirigenza del Manchester City. Il motivo? Negli ultimi cinque anni, il club è solo il settimo per spesa netta in Premier League.
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La provocazione ironica del tecnico
Con una dichiarazione intrisa di sarcasmo, Guardiola ha fatto leva sui numeri per ribaltare la narrazione comune che dipinge il City come una macchina da soldi. “Voglio essere il primo. Non capisco perché il club non spenda di più. Sono un po’ più arrabbiato con loro”, ha scherzato il tecnico. Subito dopo, però, è arrivata la frecciata ai rivali: “Proprio come abbiamo vinto in passato perché abbiamo speso molto, ora sei squadre devono vincere Premier League, Champions League e FA Cup, perché hanno speso di più. Questi sono fatti, non opinioni”.
I numeri dietro la battuta
I dati confermano la battuta di Guardiola. Secondo le statistiche, la spesa netta del Manchester City dal 2021-22 si attesta attorno ai 460 milioni di euro. Ben sei club sono davanti: il Manchester United guida la classifica con circa 783 milioni, seguito da Arsenal (770), Chelsea (755), Tottenham Hotspur (666), Newcastle United (492) e Liverpool (488). Il segreto del City? Pur avendo speso ingenti somme in acquisti, ha generato oltre 640 milioni di euro dalla vendita mirata di giocatori, bilanciando il budget in modo esemplare.
Una lezione di gestione e una sfida
Le dichiarazioni di Guardiola vanno oltre l’ironia fine a se stessa. Sono un intelligente ribaltamento delle critiche sul potere finanziario del club e una sottolineatura del suo modello di successo sostenibile, basato tanto sugli acquisti quanto su vendite oculate. Allo stesso tempo, lanciano una sfida precisa ai diretti rivali, implicitamente sollecitando maggiori risultati in relazione agli investimenti fatti. “In bocca al lupo alle sei squadre che ci precedono. Vi aspetto”, ha chiosato il tecnico. Ora la palla passa a loro.
