Giulini cede altre quote: il 49% del Cagliari parla americano
Il Cagliari cambia pelle, ma non identità. L’aumento della partecipazione degli investitori statunitensi fino al 49% segna un passaggio chiave nella strategia del club rossoblù, che punta a rafforzare struttura e ambizioni senza perdere continuità gestionale. Un’operazione che va oltre il semplice assetto societario: al centro c’è il progetto del nuovo stadio, vero snodo finanziario e simbolico del futuro del club.
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Cosa cambia negli equilibri societari
Fluorsid Group, holding di proprietà del presidente Tommaso Giulini, ha perfezionato la cessione di un’ulteriore quota del 29% del capitale sociale al gruppo di investitori americani guidati da Maurizio Fiori e Prashant Gupta. Con questa operazione, la partecipazione complessiva dagli Usa sale dal 20% al 49%, configurando una minoranza qualificata ma lasciando formalmente il controllo a Giulini con il 51%.
Nel comunicato ufficiale si parla di “percorso di crescita e sviluppo strategico” e di una partnership fondata su una “visione industriale condivisa”. Nessuna rivoluzione al vertice, quindi, ma un rafforzamento patrimoniale mirato. L’ingresso di capitali freschi consente al club di migliorare gli indici di solidità finanziaria e di pianificare investimenti senza ricorrere eccessivamente all’indebitamento bancario.
L’operazione, stimata tra i 55 e gli 80 milioni di euro, consolida il modello di governance ibrido: proprietà locale con apertura internazionale. Un equilibrio delicato, che punta a combinare radici sarde e competenze manageriali di stampo anglosassone.
