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De Zerbi dice no al Tottenham: i retroscena del rifiuto

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Roberto De Zerbi

Il sogno infranto degli Spurs: perché De Zerbi ha voltato le spalle a Londra

La panchina del Tottenham è stata a un passo dal diventare italiana. Dopo l’addio a Thomas Frank, il nome di Roberto De Zerbi era emerso come il principale candidato per raccoglierne l’eredità. Libero dopo le dimissioni dall’Olympique Marsiglia, il tecnico bresciano sembrava il profilo ideale per ridare gioco e identità agli Spurs. Eppure, qualcosa è andato storto.

Secondo quanto raccolto dalla stampa inglese, la dirigenza londinese ha mosso i suoi passi con decisione, presentando a De Zerbi un’offerta formale e contrattuale. La risposta, però, è stata un secco e sorprendente “no”. Un rifiuto che ha spiazzato Hotspur Way e che merita un’analisi approfondita.

Un contratto “ponte” troppo breve

Non si è trattato di una questione economica. A svelare i retroscena del rifiuto è lo stesso De Zerbi, che ha motivato la sua scelta con grande trasparenza. Il nodo cruciale era la durata del contratto.

Il Tottenham ha proposto all’italiano un accordo valido fino al termine della stagione in corso. L’idea della dirigenza era chiara: un “esame” fino a giugno per poi, in caso di esito positivo, ridiscutere un progetto a lungo termine. Una soluzione che sapeva tanto di traghetto, di soluzione tampone.

Per un tecnico del calibro di De Zerbi, reduce da esperienze da protagonista in Premier League con il Brighton e in Europa con l’OM, questa prospettiva non era accettabile. L’allenatore italiano ha declinato l’offerta, chiarendo di non essere interessato a sedersi su una panchina importante con l’etichetta di “interim”. Voleva garanzie, progetto e fiducia, non un contratto in prova.

La stessa sorte per Keane

La linea dura del Tottenham non si è fermata al rifiuto di De Zerbi. Gli Spurs hanno tentato un’altra strada, rivolgendo le stesse identiche condizioni a un’icona del club: Robbie Keane. L’ex attaccante irlandese, legatissimo ai colori londinesi, è stato contattato per un ritorno in panchina. La risposta, però, è stata la stessa.

Anche Keane ha chiesto un accordo più lungo, un segnale di fiducia che andasse oltre il semplice “vai a salvare la stagione”. Di fronte alla reiterata proposta di un contratto fino a giugno, l’irlandese ha gentilmente ma fermamente declinato.

Tudor, la scelta a sorpresa per il dopo-De Zerbi

Con la pista italiana definitivamente tramontata e quella “legend” chiusa, la dirigenza del Tottenham ha dovuto virare rapidamente su un altro obiettivo. Il prescelto per traghettare la squadra fino a fine stagione è Igor Tudor.

Il tecnico croato ha detto sì dove De Zerbi e Keane avevano detto no, accettando la panchina a tempo determinato. Per lui, un contratto fino a giugno con un’opzione per il futuro, che però sarà discussa solo a campionato concluso.

Il destino di Tudor sulla panchina degli Spurs dipenderà ora da un fattore ben preciso: il piazzamento finale in Premier League. Se riuscirà a dare una scossa e a centrare un obiettivo prestigioso, allora le parti potrebbero ritrovarsi per parlare di un futuro insieme. In caso contrario, la ricerca di un tecnico ripartirà da zero, con la consapevolezza che il nome di Roberto De Zerbi resterà per sempre un’occasione mancata.