Real Madrid, svolta Arbeloa: chiuso il ciclo Xabi Alonso
La fine di un progetto mai decollato
Dopo appena 232 giorni, il Real Madrid ha deciso di chiudere l’esperienza di Xabi Alonso. La sconfitta nella finale di Supercoppa di Spagna contro il Barcellona ha accelerato una riflessione già in corso nei vertici del club. Florentino Pérez, insieme a José Ángel Sánchez, ha preso atto di un progetto rimasto incompiuto, incapace di tradurre idee e ambizioni in risultati stabili.
Xabi Alonso aveva tentato una transizione controllata dall’eredità di Carlo Ancelotti, introducendo principi più collettivi in fase difensiva e un utilizzo più strutturato dei dati. Il messaggio era chiaro: “tutti difendono”. Ma la squadra non è mai sembrata davvero sua. L’assenza di un regista dopo l’addio di Luka Modric ha tolto lucidità al centrocampo, rendendo il gioco prevedibile.
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Spogliatoio e frizioni interne
Col passare delle settimane sono emerse crepe evidenti. Il metodo interventista di Alonso non ha convinto tutto lo spogliatoio, mentre il rapporto con Vinícius Júnior non ha mai trovato equilibrio. Anche il tentativo di coinvolgere Kylian Mbappé come riferimento nel pressing non ha prodotto i risultati sperati.
Le chiavi ad Arbeloa, come con Zidane
La scelta del Real Madrid è stata netta: affidare la panchina a Álvaro Arbeloa, seguendo una strada già percorsa dieci anni fa con Zinedine Zidane. Tecnico cresciuto all’interno del club, Arbeloa ha costruito il suo percorso nel vivaio, vincendo titoli e valorizzando giovani talenti.
Identità chiara e valorizzazione dei giovani
Alla guida del Castilla, Arbeloa ha mostrato idee precise: controllo del ritmo, possesso palla e crescita immediata dei giovani. Ora il salto più delicato. Per il Real Madrid non è una scommessa romantica, ma una scelta di continuità identitaria. Una mossa che guarda al futuro senza rinnegare il passato.
