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Juventus, come gestire il caso Di Gregorio

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Di Gregorio

Con il Galatasaray in vista, la Juventus prova a raccogliere i cocci di una stagione che rischia di andare in fumo lasciando nuovamente un forte amaro in bocca. Spalletti fa la conta degli indisponibili e spera di poter recuperare qualche elemento prezioso, come Yildiz. Oltre agli infortunati, però, anche altri giocatori, perfettamente in salute, avrebbero bisogno di ristorarsi, soprattutto dal punto di vista mentale. Uno di questi è sicuramente il portiere Michele Di Gregorio, risalito alla ribalta delle cronache negative dopo una serie di errori in fila che (solo parzialmente) hanno contribuito alla striscia di risultati negativi della Juventus delle ultime settimane. Il suo, in casa bianconera, è diventato un vero e proprio caso. Tant’è che da qualche giorno impazzano i nomi di illustri colleghi sui quali pare la Vecchia Signora voglia mettere le mani quest’estate.

Al di là delle chiacchiere, però, c’è da pensare al presente. Dunque, come si comporterà ora la Juventus con Di Gregorio? Vediamo i possibili scenari tecnici, anche in base ai recenti precedenti.

La Juventus e Di Gregorio, una storia che sta perdendo appeal

Anche ad altissimi livelli, lo stato mentale è determinante, talvolta anche più della tenuta delle gambe. Questo discorso vale ancora di più se l’attenzionato è il portiere, il ruolo più delicato, l’unico individualista in uno sport di squadra e l’ultimo baluardo oltre il quale si piomba nella sofferenza del gol subito. Ogni suo errore viene ricordato e sottolineato molto più di una rete mangiata da un attaccante, pur condividendo lo stesso grado di incisività in negativo. Il rendimento dell’ultimo periodo di Di Gregorio, unito alle difficoltà generali della Juventus, è un’evidente testimonianza di questo aspetto.

L’ex Monza ha disputato un’ottima annata 2024/2025, la prima in maglia bianconera e, dunque, in un top club dopo le ottime impressioni lasciate in Brianza, mettendosi in evidenza come uno dei più positivi. Un trend confermato anche durante il Mondiale per Club, nonostante qualche sonora batosta ricevuta dai bianconeri. Già da questa stagione, però, qualcosa è cambiato. Sia nei primi mesi con Tudor che recentemente con Spalletti, il nativo di Milano ha iniziato a palesare una serie di incertezze tecniche concretizzatesi in errori via via crescendo di gravità. Qualche tuffo pigro, svarioni con i piedi, poca reattività in alcune circostanze, timore nelle uscite alte.

Di settimana in settimana, le sue performance hanno cominciato a sollevare dubbi sulla sua affidabilità. O meglio, sulla sua maturità nel reggere un ambiente come quello della Vecchia Signora. Un club che storicamente ha sempre accolto parterre di portieri eccezionali, spesso pilastri della nostra Nazionale e dei suoi trionfi più iconici. Al contrario del classe ’97 che non ha ancora mai vestito la maglia azzurra. Il binomio Di Gregorio-Juventus, dunque, sembra stia arrivando ad un punto di rottura nella fiducia reciproca. Ma come gestirlo in questo momento cruciale della stagione?

La gestione del caso

Lasciandosi guidare esclusivamente dalla pancia, dimenticandosi che un calciatore rimane pur sempre una persona con il sacrosanto diritto di sbagliare e di attraversare un momento non sereno, verrebbe immediatamente da tagliare fuori Di Gregorio in questo stralcio stagionale della Juventus. Recuperando una riflessione più razionale, la gestione di questo caso non è semplice, perché entrambe le opzioni applicabili possono avere effetti negativi sul ragazzo. Concedergli un po’ di riposo, così da togliergli anche pressione per poi riaffidargli la titolarità a cuore e mente più sgombri oppure dimostrargli ancora la massima fiducia confermandolo dal primo minuto sia contro il Galatasaray che con la Roma?

A Spalletti l’ardua sentenza. Prendendo spunto da qualche caso recente, il tecnico toscano è sembrato propenso ad una linea più morbida, con un approccio volto a non lasciarsi influenzare dagli errori. Emblematico in tal senso è stato il comportamento con David dopo l’erroraccio dal dischetto contro il Lecce che è costato 2 punti ai bianconeri. Nel turno successivo, in casa del Sassuolo, il canadese è sceso regolarmente in campo dall’inizio, disputando un’ottima gara corroborata da un gol e un assist. È assai probabile, quindi, che si perseveri su questa rotta. A meno che non sia lo stesso ragazzo a chiedere di fare un passo indietro, anche se si tratterebbe di una scelta che non deporrebbe a suo favore, perché finirebbe per dar credito ai suoi detrattori che lo additano di non avere sufficiente personalità per ricoprire il ruolo di numero 1 della Juventus.

Escludendo quest’opzione, allora, la scelta migliore sembra proprio quella della continuità e della conferma di una fiducia che però, a questo punto, non può essere più incondizionata. Adesso Di Gregorio deve dimostrare di meritarsi la Juventus. Forse non anche dopo la prossima estate, ma almeno fino alla fine della stagione non può sottrarsi al suo impegno. Se non altro, per dimostrare che è ancora degno di grandi palcoscenici. Le goffe prestazioni delle ultime settimane possono essere cancellate nelle prossime due notti, di Champions e campionato, in cui la Juventus si gioca le ultime finali per definire la direzione del suo futuro prossimo.