David racconta l’impatto con la Juve: “Anche al Lille faticai all’inizio”
I primi mesi di Jonathan David alla Juventus non sono stati semplici, e lo stesso attaccante canadese non ha mai fatto nulla per nasconderlo. Arrivato con grandi aspettative dopo le stagioni prolifiche al Lille, il numero 30 bianconero sta vivendo una fase di adattamento complessa, tra nuovi meccanismi, un campionato diverso e la pressione di una piazza esigente. In un’intervista schietta, rilasciata a La Repubblica, l’attaccante analizza il suo momento e ribadisce una convinzione chiara: la fiducia nel tempo e nel lavoro quotidiano.
“Il tempo metterà a posto le cose”
Jonathan David non cerca alibi, ma nemmeno crea drammi. Il canadese è consapevole di non aver inciso quanto avrebbe voluto nella prima parte della stagione: “Sono cosciente di non aver rispettato le aspettative”. Allo stesso tempo, rivendica la scelta fatta in estate: “C’era l’interesse del Napoli ma non mi sono pentito della decisione che ho preso, la rifarei. Il tempo metterà a posto le cose”.
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Il paragone con l’esperienza al Lille è inevitabile e, per certi versi, rassicurante: “Anche lì all’inizio faticai, segnai tre gol nei primi sei mesi. Poi a fine anno arrivai a 13 e la stagione successiva ne feci più di 20”. David sottolinea come il calcio italiano richieda un periodo di adattamento più lungo: “Qui il gioco è diverso, ci sono meno spazi e bisogna imparare a conoscere i compagni”. Un processo che, per l’attaccante, è naturale e destinato a dare frutti nel medio periodo.
Pressione bianconera e voglia di accelerare
Essere alla Juve significa convivere con un livello di pressione costante, soprattutto per un ruolo come il suo. David lo sa bene e lo ammette senza giri di parole: “Io posso essere paziente ma la Juventus non può esserlo. I risultati non possono aspettare”. Da qui nasce la volontà di accorciare i tempi di crescita: “Sto cercando di accelerare i tempi”.
Anche gli episodi negativi vengono metabolizzati rapidamente, come il rigore sbagliato contro il Lecce: “Me lo sono lasciato subito alle spalle, non ero dispiaciuto per me ma perché è costato la vittoria alla squadra”. Il canadese racconta invece con piacere il gol al Sassuolo e l’esultanza collettiva: “È stata istintiva, ma non mi ha sorpreso. Le parole di Spalletti prima della partita avevano unito il gruppo”. Segnali di un inserimento progressivo, nonostante numeri ancora lontani dagli standard richiesti.
La concorrenza non spaventa Jonathan David
L’arrivo di un altro attaccante come En-Nesyri non spaventa David, che mostra un approccio maturo: “Non sono venuto qui per essere intoccabile. Il posto bisogna guadagnarselo con le prestazioni”. Il canadese apre anche alla convivenza con un’altra punta: “Non avrei problemi a giocare insieme a un altro attaccante”.
Il vero nodo, secondo il diretto interessato, è la costruzione delle connessioni offensive: “Bisogna arrivare al punto in cui sai sempre dove ti arriverà il pallone senza bisogno di pensare”. Un lavoro che richiede tempo e continuità, come spiega citando l’esperienza francese: “A Lille avevo questa intesa con Zhegrova”. Infine, David riconosce il ruolo centrale di Luciano Spalletti dal suo approdo sulla panchina della Vecchia Signora: “Mi spiega sempre dove sbaglio, lavora molto su questi meccanismi”.
La strada è tracciata: ora, per il canadese, conta solo trasformare la fiducia in gol.
