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Il Bodø attraverso gli occhi di capitan Berg: “Il nostro segreto è il gruppo”

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Patrick Berg, capitano del Bodo Glimt

L’Inter, assieme al freddo artico e il campo sintetico, troverà un capitano che incarna l’identità di un intero club. Patrick Berg, leader del Bodø/Glimt, ha parlato alla vigilia dell’andata dei playoff di Champions League, riconoscendo il valore dei nerazzurri senza rinunciare all’ambizione. La sua storia è intrecciata da generazioni con quella del Bodø e buona parte del gioco norvegese passerà proprio dai piedi del regista col 7 sulle spalle.

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Il legame con la maglia e la città

Al di là dell’aspetto tecnico, Berg rappresenta un simbolo. Nonno, padre e zii hanno indossato la stessa maglia che oggi lui rappresenta da capitano. Un senso di appartenenza speciale e tramandato letteralmente di generazione in generazione: “Il mio rapporto con questo club va oltre il calcio. Rappresenta chi sono e da dove provengo. È identità”.

Un’unica parentesi lontano da casa, nel 2022 al Lens, durata pochi mesi: “In Francia ho imparato molto, sono tornato migliorato come uomo e come calciatore. Ma in questo momento penso solo alla mia squadra”. Un’esperienza che gli ha fatto capire come il ritorno a casa fosse la scelta giusta per la sua carriera ma non solo.

Le responsabilità da capitano si moltiplicano per un figlio di Bodø come lui ma di certo non rappresentano un peso: “È un grande onore. Il Glimt è sempre stato parte integrante della mia vita”. Contro i nerazzurri sarà chiamato a dirigere ritmo e costruzione in mediana, il cervello della squadra che si è preparata nel ritiro di Marbella, dato che il campionato nazionale non si gioca (per ovvie ragioni) nel periodo invernale.

“L’Inter è favorita, ma…”: Berg tra rispetto e ambizione

Il centrocampista norvegese non si nasconde: “I favoriti sono loro”. L’Inter viene da lui definita “una delle migliori squadre al mondo”, capace di gestire collettivamente le partite con grande maturità. Eppure il capitano del Bodø lascia aperta una porta: “Se riusciamo a esprimere il nostro modo di giocare in entrambe le partite, possiamo sperare. Una sorpresa può sempre starci”.

Sul fattore campo è lucido: “Giocare in casa dà sempre un vantaggio. Non tutte le squadre sono abituate al sintetico, ma non è una scusa. La verità è che qui troviamo un’energia speciale”. Un riferimento implicito a notti europee già memorabili, come la vittoria contro Lazio lo scorso anno e il roboante 7 a 1 inflitto alla Roma nel 2021, rimanendo tra le compagini connazionali. Ma anche e soprattutto alla recente impresa contro il Manchester City di Pep Guardiola, battuto per 3 a 1 all’Aspmyra Stadion.

Tra i nerazzurri, Berg individua le minacce principali: “Lautaro è cinico e si muove con intelligenza. E Dimarco sta facendo cose straordinarie in questo momento”. L’idea chiara è quella di difendere con ordine e colpire in contropiede, un piano tattico non casuale nell’affrontare una squadra che in stagione si è già mostrata fragile nelle transizioni negative.

La crescita del movimento norvegese e sogni Mondiali

Il discorso si allarga poi al calcio norvegese, in evidente ascesa negli ultimi anni. “Tutto dipende dalla programmazione e dalle prestazioni. I risultati vengono di conseguenza”, spiega, orgoglioso dei progressi della Nazionale. Dopo le vittorie contro l’Italia e la qualificazione al Mondiale, le mire crescono senza voli pindarici: “Siamo ambiziosi, ma non vogliamo correre troppo con la fantasia”.

San Siro, monumento del calcio che ha calcato proprio in occasione della sfida contro gli Azzurri, non lo intimorisce: “Abbiamo esperienza per essere all’altezza del palcoscenico. L’importante è concentrarsi solo sul match”. E su Haaland? “Erling è affamato, uno dei migliori al mondo. Ma il successo dipende dalla squadra”.

Parole che sintetizzano la filosofia scandinava del Bodø, fatta di identità e collettivo, che negli ultimi anni ha portato i vice campioni di Norvegia da essere una comparsa ad una realtà consolidata nelle competizioni europee. L’Inter parte avanti ma, oltre il Circolo Polare, Berg e compagni sono pronti a dare battaglia per 180′.