FIFA e UEFA verso l’intesa: Mondiale per club extralarge ma ogni quattro anni
Dopo anni di tensioni diplomatiche, tra Zurigo e Nyon torna il dialogo. Il Mondiale per Club potrebbe cambiare volto già dal 2029, con un’espansione da 32 a 48 squadre sostenuta da FIFA e, novità significativa, anche dalla UEFA. Un’apertura che segnala una tregua tra Infantino e Ceferin e che potrebbe ridefinire il peso economico e politico della competizione. Ma l’accordo ha una condizione precisa: niente cadenza biennale.
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48 squadre sì, biennale no: il compromesso politico
La svolta nasce da un compromesso. La UEFA, inizialmente contraria all’allargamento per il timore di indebolire l’appeal mediatico ed economico della Champions League, sarebbe ora pronta ad appoggiare l’espansione del torneo a 48 club. In cambio, la FIFA garantirebbe che il Mondiale per Club resti quadriennale, accantonando l’ipotesi di una cadenza ogni due anni. Una proposta avanzata con convinzione dal Real Madrid ma che aveva sollevato sin da subito forti perplessità in tutti gli altri club europei.
Il nodo principale resta il calendario. Già oggi le competizioni internazionali comprimono al massimo le stagioni dei club, con calciatori e leghe sul piede di guerra per la mole di impegni. Un torneo biennale avrebbe ulteriormente aggravato la situazione. Per questo Ceferin avrebbe preferito il “male minore”: accettare un aumento delle partecipanti pur di preservare la scansione temporale.
L’espansione porterebbe anche benefici diretti ai club europei. Si parla di un incremento degli slot UEFA da 12 a 16 squadre, ampliando la presenza delle big e aumentando il montepremi complessivo.
Effetto Superlega e nuovo equilibrio internazionale
Il riavvicinamento tra le due istituzioni si inserisce in un contesto più ampio. La dismessa del progetto Superlega ha contribuito a distendere i rapporti, riducendo il rischio di una frattura strutturale nel calcio europeo. Con la minaccia di un torneo alternativo definitivamente tramontata, l’establishment calcistico globale può tornare a dialogare su un modello di convivenza condiviso.
Infantino aveva già anticipato l’idea di rendere il Mondiale per Club “più grande, migliore e più incisivo”. L’allargamento del numero delle squadre coinvolte risponde proprio a questa visione, la cui semplice equazione corrisponde a: più partite, più ricavi (specialmente da diritti televisivi). Si aprono però questioni di equilibrio competitivo ed economico tutt’altro che banali. Premi monetati sempre più elevati rischiano di ampliare il divario, scavando un solco tra club partecipanti e resto del movimento.
I dettagli dovranno essere definiti nei prossimi mesi, ma il nuovo format della competizione potrebbe essere il simbolo di una rinnovata alleanza tra i vertici del calcio mondiale.

