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Daniele Rugani, l’eterno nomade in casa Juventus

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Rugani Juventus

La sessione invernale di calciomercato si è conclusa da poco e i club cominciano a fare qualche bilancio sul suo andamento. La Juventus chiude questa finestra sufficientemente soddisfatta, perché riesce a coprire due terzi delle richieste tecniche con gli arrivi di Boga come vice-Yildiz e di Holm per la fascia destra, mentre in uscita, concede maggiori opportunità di trovare spazio altrove a Rouhi, a João Mário e a Daniele Rugani. Per quest’ultimo verrebbe da dire ancora una volta, visto il suo continuo peregrinare da quando è un giocatore della Vecchia Signora. È proprio su questo trend che vogliamo porre oggi l’attenzione, analizzando il lungo, ma anche tortuoso rapporto tra il difensore toscano e il club bianconero.

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Il legame tra Rugani e la Juventus: duraturo, ma mai solido

Daniele Rugani è a tutti gli effetti un veterano della Juventus. Un giocatore che ha attraversato le varie fasi evolutive della squadra, passando dai successi iridati al lento e inesorabile declino e ai continui tentativi di rinascita. Arrivato nella Torino bianconera nel lontano 2012, da componente della formazione Under-19, il centrale di Lucca viene definitivamente aggregato alla prima squadra nella stagione 2015/2016. Un’annata in cui c’è Allegri in panchina e la Vecchia Signora è indiscussa sovrana in Italia e reduce dall’ennesima finale di Champions League persa.

Il suo debutto è datato 30 settembre 2015, giornata in cui disputa i 2 minuti finali della sfida europea contro il Siviglia. Da allora, il classe ’94 colleziona complessivamente 157 presenze, condite anche da 11 gol e un assist. Numeri alla mano, quella con la Juventus è la storia d’amore più lunga ed intensa vissuta da Rugani in carriera. Tuttavia, questa longevità in termini di legame contrattuale, che lo scorso ottobre è stato ulteriormente rinsaldato e prolungato fino al 2028, non ha sempre viaggiato con un altrettanto solida alchimia tecnica. Nel corso del tempo, il difensore è passato da essere una giovane promessa su cui il club puntava tanto a un men che gregario, relegato pedissequamente al ruolo di vice di qualche altro compagno e, in più, pedina soggetta a innumerevoli cessioni in prestito.

Anche in quest’ultimo biennio, con l’alternanza di 3 allenatori, la musica non è cambiata. Nemmeno con l’infortunio di Bremer. In questa stagione, sono appena 8 le gare disputate, per un bottino generale di 350 minuti. Alcune di queste partite, su tutte quella in casa del Real Madrid, lo hanno visto protagonista in positivo, confermando di poter essere ancora utile alla causa. Tuttavia, ciò non è bastato a trattenerlo per questa seconda metà di stagione.

Insomma, per l’ex Empoli, la permanenza alla corte della Vecchia Signora ha palesato un’unica grande certezza. Quella di non avere mai il posto fisso.

L’iter in prestito nei suoi anni da giocatore della Juventus

In oltre 10 anni di Juventus, Rugani ha avuto la possibilità di giocare anche in altre piazze, sia in Italia che in Europa. Per dargli la possibilità di crescere ulteriormente quand’era giovane e per concedergli un più dignitoso minutaggio, il difensore toscano è stato, infatti, spesso al centro di operazioni di mercato in uscita con la formula del prestito. Ciò a testimoniare che il club ha sempre riconosciuto il valore del giocatore, da un lato meritevole di maggiore spazio e dall’altro sempre comunque prezioso agli occhi dei bianconeri.

Fin dagli albori della sua esperienza, vive questa carriera da pendolare, oscillando tra Torino ed Empoli tra il 2013 e il 2015. Da quel momento in poi, però, qualcosa sembra cambiare. Allegri prima e Sarri poi credono nel ragazzo, che infatti comincia a trovare un po’ di stabilità e continuità, sebbene non sempre le prestazioni lo assistano. Archiviato con l’ex tecnico di Napoli e Chelsea il ciclo vincente della Juventus, ecco che si palesa nuovamente l’incubo separazione. Nella stagione 2020/2021, viene girato al Rennes nella prima metà dell’annata. Poi, rientrato al quartier generale in inverno, ecco che una nuova destinazione lo attende, Cagliari. Quella in Sardegna è senza ombra di dubbio la migliore delle sue esperienze lontano dalla Vecchia Signora, perché riesce finalmente a giocare con costanza. E anche con un ottimo rendimento.

Segue un altro paio d’anni di permanenza a Torino, fino all’estate del 2024. In questo frangente, c’è un nuovo club europeo a manifestare interesse nei suoi confronti. È l’Ajax, a cui la Juventus accorda il prestito per l’intera stagione. Arriviamo così all’ultimo capitolo (per il momento) della saga con l’approdo alla Fiorentina fino a giugno prossimo.

Difficoltà nel dimostrare con costanza il suo valore, ma anche troppe fragilità fisiche con continui infortuni hanno rallentato il processo di consolidamento definitivo tra Rugani e la Juventus. Nonostante si sia sempre dimostrato un professionista esemplare e un ragazzo a posto, corretto e diligente anche fuori dal campo, il giocatore toscano vive da nomade la sua avventura con i colori bianconeri. Sempre alla ricerca di approvazione e conscio di attendere una nuova opportunità da qualche altra parte. Ormai giunto, almeno anagraficamente, alla piena maturità sportiva, si ritrova a prestare le proprie garanzie ancora altrove. Chissà che dopo questo nuovo episodio non possa trovare una definitiva permanenza a Torino.