Caos calendario: la Premier League contro la UEFA
Scontro istituzionale: la Premier League insorge contro i cambi di calendario della UEFA
La tregua è durata poco. Il rapporto già teso tra la Premier League e la UEFA è esploso in queste ore con un comunicato ufficiale della massima serie inglese, che non usa mezzi termini per esprimere il proprio “sgomento” di fronte alle modifiche al calendario imposte dall’organismo calcistico europeo.
Il nodo della discordia è la sovrapposizione tra gli impegni di campionato e gli ottavi di finale di Champions League, con Arsenal e Manchester City finiti nel mezzo di una tempesta organizzativa che rischia di penalizzare club e, soprattutto, tifosi.
Il caso Arsenal: un week-end e poi il turnaround europeo
Il fulcro della protesta riguarda la 30ª giornata di Premier League, in programma nel week-end del 14-15 marzo. Secondo il calendario originario, l’Arsenal dovrebbe ospitare l’Everton domenica 15 marzo alle 14:00 (ora locale). Pochi giorni dopo, i Gunners sono attesi dal ritorno degli ottavi di finale di Champions League, in programma il 17 marzo.
“Di conseguenza, la Premier League si trova ora ad affrontare la prospettiva di dover riprogrammare le sue partite con un preavviso ancora più breve, a scapito di tifosi e club”, si legge nel comunicato della lega inglese.
Il problema del Manchester City: il caso inverso
Situazione analoga, ma speculare, per il Manchester City. I Citizens hanno in programma la sfida contro il West Ham sabato 14 marzo alle 12:30, mentre l’andata degli ottavi di Champions verrà disputata il mercoledì precedente, 11 marzo.
Il rischio concreto è che entrambe le squadre inglesi si trovino a dover giocare con un recupero minimo tra un impegno e l’altro, o peggio, che la Premier League sia costretta a spostare le partite di campionato con pochissimo preavviso.
La tradizione violata e la rabbia dei club
Tradizionalmente, in Inghilterra le date e gli orari delle partite vengono annunciati con sei settimane di anticipo. Una prassi consolidata, pensata per permettere ai tifosi di organizzare trasferte e soggiorni, e ai club di programmare la logistica. La Premier League non accetta di essere messa in secondo piano. Il comunicato è un avvertimento chiaro: la lega più ricca e seguita del mondo non intende subire passivamente le decisioni dell’organismo europeo, soprattutto quando queste si traducono in penalizzazioni per i club e i loro tifosi.
Il braccio di ferro è appena iniziato. E il calendario, come sempre, è il campo di battaglia.
