Bruno Cheyrou: “Mondiale 2026? Francia e Inghilterra favorite” – ESC EC
In esclusiva per EuropaCalcio.it, ospite dell’iconico Grand Hyatt Athens, Bruno Cheyrou ha rilasciato un’intervista a Manos Staramopoulos, corrispondente dalla Grecia. L’ex centrocampista di Lille, Liverpool e Olympique Marseille, con esperienze in Champions League e nella Nazionale Francese, offre una lettura lucida e profonda del calcio contemporaneo, tra passato, presente e futuro.
Mondiale 2026: il pronostico tra vecchie glorie e nuovi pretendenti
La riflessione non può che partire dal prossimo grande appuntamento globale. “La Coppa del Mondo è sempre una festa, ma anche uno specchio dell’era calcistica”, esordisce Cheyrou. “Credo che il trofeo sarà conteso da poche, ma fortissime squadre. Prima tra tutte, la Francia. Hanno qualità, profondità ed esperienza nei tornei più importanti”.
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Ma la concorrenza è agguerrita. “La Nazionale inglese ha una generazione di calciatori estremamente talentuosi, forse la più completa degli ultimi decenni. La Nazionale portoghese è un mix ideale di esperienza e giovani talenti. E naturalmente, non si può ignorare il Brasile, anche se per anni non è stato all’altezza delle aspettative”. Un pensiero va anche a chi mancherà: “È un vero peccato che la Nazionale greca non partecipi. La Coppa del Mondo ha bisogno di squadre così, con identità e storia”.
Il modello Clairefontaine: formare persone, poi calciatori
Interpellato sul celebre vivaio transalpino, Cheyrou ne sottolinea la filosofia fondante: “Clairefontaine non è solo un’accademia di calcio. È una scuola di vita. Lì non si formano solo bravi calciatori, ma anche persone complete. Questa è la cosa più importante. Le strutture sono eccellenti, l’ambiente è tranquillo e protetto, il che gioca un ruolo decisivo. Il calcio ha bisogno prima di tutto di educazione e poi di talento”.
Champions League e il caso Italia: la differenza la fa il progetto
Sulla Champions League, l’analisi è netta: “Ci sono 6-7 squadre che possono davvero sognare. Comincio dal detentore, il Paris Saint-Germain. Hanno una squadra meravigliosa. L’Arsenal sta facendo un’ottima stagione. L’Inter è arrivata in finale due volte negli ultimi anni e sa come gestire queste situazioni. Il Barcellona ha giovani talenti e l’esperienza di Robert Lewandowski, mentre il Real Madrid è sempre presente quando la posta in gioco è alta”.
Un discorso a parte merita l’Italia, nuovamente assente dalla fase finale di un Mondiale. “Sì, questo è preoccupante. La Nazionale italiana non ha dato la dovuta importanza alle giovanili. Vediamo solo 2-3 talenti speciali, come Nicolò Barella, Sandro Tonali o Moise Kean. Senza strutture moderne e un piano a lungo termine, il talento non basta. Al contrario, in Inghilterra si lavora in modo eccellente, ed è per questo che la Premier League è il massimo campionato”.
Inglesi da paura e Brasile in transizione: le valutazioni sui singoli
Sulla Nazionale inglese, Cheyrou è preciso: “Hanno calciatori come Jude Bellingham, che spicca nel Real Madrid, l’ala Bukayo Saka e il meraviglioso centrocampista Cole Palmer. Questo trio dà un’enorme forza”. Sul Brasile di Carlo Ancelotti, invece, l’analisi è più cauta: “Ancelotti sta cercando di cambiare le cose. Forse manca un leader assoluto, come in passato. Vinicius Junior e Neymar possono aiutare, se sono completamente sani, ma nessuno può garantirlo”.
La nuova era: dopo Messi e Ronaldo, tocca a Yamal e compagni
Il futuro, infine, ha già un volto. “Ogni epoca dà alla luce le sue stelle. Dopo Lionel Messi e Cristiano Ronaldo, sì, forse è il momento di Lamine Yamal. Insieme a lui, Kylian Mbappé, Florian Wirtz, Désiré Doué. Proprio come nel tennis, dopo Nadal e Federer, vediamo Alcaraz“.
La conclusione di Bruno Cheyrou è quella di un osservatore che conosce i cicli dello sport: “Ogni 10-15 anni, quasi sempre, nasce una nuova grande stella. È così che continua la storia”. Una storia che lui ha vissuto in prima persona e che, oggi, osserva con l’autorevolezza di chi ne comprende ogni meccanismo.
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