Napoli, stop della FIGC: il mercato resta a saldo zero
Napoli saldo zero FIGC – Il Consiglio Federale FIGC ha ufficialmente respinto la richiesta di modificare le regole finanziarie a stagione in corso, mantenendo il Napoli nel vincolo del mercato a saldo zero. La decisione, presa in un consiglio straordinario, rappresenta una battuta d’arresto per la società di Aurelio De Laurentiis e per le ambizioni di rinforzo dell’allenatore Antonio Conte.
Il veto delle grandi e il nodo delle tempistiche
La proposta, avanzata dalla Lega Serie A dopo un voto assembleare (16 favorevoli), era stata bloccata da Inter, Juventus, Roma e, in particolare, dal Milan (unico voto contrario). Le perplessità delle società non riguardavano il merito, ma il metodo e le tempistiche: hanno ritenuto inopportuno modificare regole complesse come quelle del Costo del Lavoro Allargato a campionato e mercato di gennaio già avviati. Il Consiglio Federale ha stabilito che per procedere sarebbe servita l’unanimità o la rinuncia formale di queste società a future azioni legali.
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Cos’è il “saldo zero” e perché il Napoli è bloccato
Il “saldo zero” è una restrizione che scatta quando una società supera la soglia dello 0.8 nell’indicatore del Costo del Lavoro Allargato, un rapporto tra i costi sportivi (stipendi, ammortamenti) e i ricavi. In questa situazione, un club può acquisire nuovi giocatori solo se genera un saldo positivo attraverso cessioni, risoluzioni contrattuali o risparmi sugli stipendi nello stesso mercato. Il Napoli, nonostante disponga di riserve di liquidità accantonate per 174 milioni di euro, non può utilizzarle per “ripianare” l’indice secondo le norme attuali, poiché tecnicamente sono considerate disponibili agli azionisti e non alla società.
Le conseguenze immediate per il mercato azzurro
Con il mancato sblocco, la strategia del direttore sportivo Giovanni Manna non cambia: ogni arrivo deve essere finanziato da un’uscita. Le cessioni di Noa Lang (vicino al Galatasaray) e Lorenzo Lucca diventano quindi il presupposto indispensabile per qualsiasi ingaggio, come Youssef En-Nesyri o Raheem Sterling. Una partita di mercato che si gioca ora tutta sul filo dei conti, con il rischio concreto per Conte di affrontare il finale di stagione senza i rinforzi desiderati.
