Salta al contenuto

Juventus, nella sconfitta con l’Inter rimane la prestazione stoica

4 min
Inter Juventus

Ce l’ha messa tutta la Juventus per non arrendersi all’avverso destino che ha tessuto la sua trama nel circo di San Siro e che ha portato alla sconfitta contro l’Inter. La Vecchia Signora ha provato in tutti i modi a rimanere in piedi nonostante gli ormai consueti autosabotaggi e altri episodi sfavorevoli e discutibili. Una prestazione di spessore, in entrambi momenti della partita, che però non è bastata a scongiurare un ko che arriva in un momento già non facile a livello di risultati e che rischia di compromettere l’obiettivo quarto posto. Per quanto possa valere rispetto agli zero punti raccolti nella trasferta milanese, i bianconeri lasciano il “Meazza” comunque a testa alta ed è da questa prova di carattere che devono cercare di ripartire quanto prima per ritrovare il giusto sentiero.

1
Stake

Bonus fino a 1.000€

Payout 99,5% • Il miglior bookmaker

Bonus 1.000€
Payout 99,5%
Visita il sito Leggi la recensione →

ADM: 16017

2
Eplay24

Bonus fino a 1.000€

Payout 98,5% • Quote competitive

Bonus 1.000€
Payout 98,5%
Visita il sito Leggi la recensione →

ADM: 16004

3
Eurobet

Bonus fino a 1.000€

+ 7€ + 30€ extra • Payout 97,5%

Bonus 1.000€
Payout 97,5%
Visita il sito Leggi la recensione →

ADM: 16012

Juventus, c’è tanto di buono nella sconfitta contro l’Inter

Ci sono modi e modi di maturare un risultato, che sia una vittoria o una sconfitta e la Juventus l’ha sperimentato sulla propria pelle nella serata in casa dell’Inter. La formazione di Spalletti ha mostrato due eccellenti versioni di sé, che rappresentano l’unica magra consolazione di una gara finita ko. Una dimostrazione positiva che, al di là del risultato negativo, rifulge ancora di più se si pensa alle recenti uscite dei bianconeri, che avevano lasciato più di qualche perplessità.

Se è vero che per la terza partita consecutiva, tra campionato e Coppa Italia, la squadra si è ritrovata nuovamente in svantaggio, i demeriti (ormai atavici, perché il vantaggio nerazzurro arriva sull’ennesima défaillance grave di Di Gregorio con la complicità lieve di Cambiaso) vengono ampiamente soppiantati da una notevole performance. In primis, finché la Juventus ha giocato in parità numerica, ha fornito l’immediata sensazione di saper essere e ragionare da grande squadra. Un approccio ottimo, un’organizzazione tattica definita ed espressa nei minimi dettagli e un agevole controllo delle operazioni. Il tutto andato in scena in faccia e sul campo della capolista del campionato.

Gli uomini di Spalletti sono giunti a Milano per portare a casa un risultato pesante con coraggio e personalità. Quelle qualità che erano un po’ mancate contro Atalanta e Lazio, ma che in una serata così prestigiosa e importante per la storia e la caratura dell’avversaria ha saputo ritrovare senza la minima difficoltà. Perché è questo che fanno le grandi squadre. Riescono a calarsi nel momento, discernendo le situazioni e alzando il proprio livello quando la circostanza lo richiede, perché ogni partita ha una storia a sé, ma ce ne sono alcune che hanno uno spessore superiore e se non ti fai trovare pronto, rischi di soccombere. Nonostante la sconfitta nel risultato, tutto ciò non è accaduto alla Juventus contro la fortissima Inter.

La maturità nel sacrificio e nell’abnegazione da DNA Juve

La partita di San Siro ha comunque vissuto il proprio turning point attorno all’episodio dell’espulsione di Kalulu. Un’inferiorità numerica che alla fine la Juventus ha pagato caro alla lunga e ha inevitabilmente contribuito alla sconfitta contro l’Inter, ma senza mai dare la sensazione di concedersi all’avversaria. Nonostante l’uomo in più, infatti, la squadra di Chivu ha dovuto faticare per conseguire il risultato. La Vecchia Signora non si è mai abbandonata alla fatalità o all’ineluttabilità degli eventi. È tornata sotto, ma ha trovato ancora una volta la forza di non mollare, di non arrendersi a un verdetto che sembrava inoppugnabile.

Nelle difficoltà, la Juventus ha fatto appello a sé stessa, al suo DNA, ai suoi tratti identitari. Spirito di sacrificio, umiltà, abnegazione. I bianconeri hanno profuso ogni sforzo sul campo mossi da questo ardore. Nessuno ha ceduto facilmente o ha gettato la spugna anzitempo. Di Gregorio ha saputo rialzarsi dall’errore con una serie di interventi determinanti. Bremer ha continuato a oscurare Lautaro Martínez, rendendo ancora una volta piuttosto evidente il perché Kane, Mbappé e Haaland siano di una categoria superiore. Locatelli ha messo cuore e grinta da vendere e già che c’era, anche un gol nel finale per regalare quella speranza di portare a casa almeno un punto, perché strameritato.

La testimonianza più vivida dei grandi meriti dei bianconeri arriva paradossalmente anche dagli avversari. Perché Chivu ha dovuto buttare nella mischia Pio Esposito per provare ad abbattere una squadra che non ne voleva sapere di mollare. E, ancora, è servita una perla di Zieliński per piegare la Juventus alla sconfitta e far esplodere la gioia dell’Inter.

Dunque, anche nell’avversità del ko, la Vecchia Signora può ritenersi orgogliosa di sé stessa. Perché sta ritrovando carattere, orgoglio e consapevolezza. Adesso occorre, però, tornare anche a fare punti, visto che la sola nobiltà di prestazione non è sufficiente a conquistare i propri importantissimi obiettivi.