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Gudmundsson ko alla caviglia: ansia Fiorentina sui tempi di recupero

3 min
Fiorentina Gudmundsson

La Fiorentina trattiene il fiato. L’infortunio alla caviglia rimediato da Albert Gudmundsson contro il Torino accende l’allarme in casa viola, in attesa degli esami strumentali che chiariranno l’entità dello stop. L’islandese, costretto a uscire a inizio ripresa, ha lasciato il campo a braccia, alimentando sensazioni tutt’altro che rassicuranti. Oltre all’aspetto medico, però, lo stop apre anche un interessante dibattito tattico, legato al rendimento crescente di Manor Solomon e alla possibile convivenza tra i due una volta rientrato l’ex Genoa.

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Infortunio Gudmundsson: le prime sensazioni in attesa degli esami

L’episodio che ha portato all’uscita del numero 10 Viola è avvenuto nei primissimi minuti del secondo tempo. Dopo un contrasto fortuito, l’islandese è rimasto a terra dolorante alla caviglia sinistra, richiamando immediatamente l’intervento dello staff medico. Il primo report del club parla di trauma distorsivo, una diagnosi iniziale che lascia aperti diversi scenari. Le sensazioni, al momento, non sono delle migliori: Gudmundsson non è riuscito a proseguire e ha lasciato il terreno di gioco senza riuscire ad appoggiare il piede.

Gli esami strumentali saranno decisivi per stabilire i tempi di recupero, ma filtra un cauto pessimismo su un possibile stop di almeno due o tre settimane. Un’assenza pesante per Vanoli, considerando il ruolo centrale che l’ex Grifone aveva assunto nelle ultime settimane, ritrovando brillantezza e continuità dopo una prima parte di stagione altalenante. La Fiorentina incrocia le dita, consapevole che molto passerà dall’esito degli accertamenti.

Solomon convince e cambia le gerarchie? Il dilemma di Vanoli

Se l’infortunio di Gudmundsson rappresenta una brutta notizia, la prestazione di Manor Solomon contro il Torino ha offerto almeno uno spunto positivo. L’esterno israeliano è stato tra i migliori in campo, trovando il gol e creando costantemente superiorità partendo da sinistra. Una prestazione che ha confermato come, quando può puntare l’uomo e attaccare lo spazio, il calciatore di proprietà del Tottenham sappia fare la differenza.

Proprio qui nasce il dilemma tattico per Vanoli: come far convivere Solomon e Gudmundsson una volta che l’islandese tornerà a disposizione? Entrambi rendono al meglio partendo da sinistra o agendo tra le linee, e la loro coesistenza impone riflessioni su modulo e assetto offensivo. L’infortunio del fantasista islandese, paradossalmente, concede ora tempo all’allenatore per testare nuove soluzioni, magari ridisegnando il tridente. Un problema “positivo”, figlio dell’abbondanza di talento, che però diventerà centrale non appena l’infermeria restituirà uno dei giocatori chiave della travagliata stagione dei gigliati.