Cristiano Ronaldo ha fermato il tempo: 965 gol e una fame infinita
A 41 anni, quando per la maggior parte degli atleti il corpo chiede clemenza e la memoria prevale sull’azione, Cristiano Ronaldo continua a fare ciò che ha sempre fatto: segnare. Nel deserto dell’Arabia Saudita, lontano dai teatri europei che lo hanno consacrato leggenda, l’attaccante portoghese ha aperto le marcature contro l’Al Najma al 7° minuto, trasformando un calcio di rigore con la consueta, glaciale precisione.
È stato il gol numero 965 della sua carriera. Un numero che sfida ogni parametro, che sembra irreale, ma che per CR7 è solo un’altra tappa lungo il cammino verso il traguardo simbolico dei 1.000 gol. L’Al Nassr ha vinto 5-0, consolidando la vetta della Saudi Pro League, e Ronaldo non si è limitato al gol: ha servito anche un assist, confermando che la sua influenza sul gioco va ben oltre la finalizzazione.
Numeri da predestinato, disciplina da marziano
Ventuno gol e tre assist in questa stagione. Numeri che in qualsiasi campionato del mondo sarebbero da capocannoniere, ma che in Arabia assumono un significato ancora più profondo. Non è solo questione di talento, ma di perseveranza. Ronaldo non si limita a giocare: persiste. Insiste nello sfidare i segni del tempo, trasformando ogni stagione in una sfida personale contro chiunque osi dubitare di lui.
L’età, per lui, è un dettaglio biografico. Niente di più. La sua ultima pubblicazione sui social, con immagini che esaltano la sua condizione fisica, è accompagnata da un messaggio quasi didattico: le prestazioni elevate non sono un segreto, sono routine. Cura quotidiana, disciplina, ripetizione. Ronaldo tratta il suo corpo come un’opera in continuo divenire.
“Il mio posto è qui”: la felicità in Arabia e il futuro
In una recente intervista, il fuoriclasse portoghese ha spazzato via ogni dubbio sul suo futuro: “Il mio posto è qui”. Parole chiare, che raccontano di un uomo che ha trovato in Arabia Saudita non solo un ingaggio faraonico, ma anche un equilibrio personale. Un paese che lo ha accolto, una vita quotidiana che gli offre serenità.
La calma nella sua voce è quella di un atleta che non insegue più solo trofei, ma anche continuità. Durata. E mentre in patria si sogna una sesta partecipazione al Mondiale con il Portogallo, lui continua a macinare record.
La caccia ai 1.000 gol
La fatidica quota dei 1.000 gol non è solo un obiettivo numerico. È il coronamento simbolico di una carriera che si rifiuta di spegnersi in silenzio. A 35 gol di distanza, con questa media realizzativa, il traguardo potrebbe essere raggiunto nel giro di un paio di stagioni.
Cristiano Ronaldo non gioca per essere ricordato: gioca per aggiungere punti. E finché la palla continuerà a finire in fondo alla rete, il timer del dubbio resterà congelato. Perché lui, il tempo, lo ha già sconfitto.
