Tah si racconta: “Kompany, dettagli da leader. E Xabi Alonso fu la mia svolta”
Jonathan Tah non è più solo il gigante silenzioso della difesa tedesca. A trent’anni compiuti, nella sua prima stagione al Bayern Monaco, il centrale si scopre maturo, consapevole e pronto a vivere da protagonista il Mondiale 2026. In una lunga intervista concessa al sito ufficiale della Bundesliga, il numero 4 dei bavaresi ha aperto il suo mondo.
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“Kompany? Un leader che cura i dettagli”
Il rapporto con Vincent Kompany è al centro del suo momento d’oro. “Fin dal primo allenamento ho capito la sua mentalità: non far respirare l’avversario”, spiega Tah. “Sa gestire lo spogliatoio, ma è nei dettagli che fa la differenza: tempismo, posizione del corpo, distanze tra reparti. Piccole correzioni che riducono il rischio di subire gol”.
Olise, Musiala e quel “Bambi” eterno
Nel racconto di Tah emergono anche i volti dello spogliatoio. Michael Olise è “un ragazzo timido, ma con un’energia speciale in campo”. Su Jamal Musiala: “È l’uomo dei momenti imprevedibili. Per tutti noi, però, resta il nostro ‘Bambi’. Rivederlo dopo il suo infortunio è stato un regalo”.
Xabi Alonso e il peso della svolta
Il pensiero corre anche al passato recente. “Xabi Alonso mi ha dato fiducia, responsabilità, un ruolo chiaro. Con lui ho imparato a essere leader”, ammette Tah. Quel punto di svolta lo ha condotto fino al Bayern, dove oggi – in vista del Klassiker contro il Borussia Dortmund – si sente pronto. “Ho bei ricordi al Signal Iduna Park. Con questa squadra andremo lì per vincere”.
Per Tah, la primavera 2026 profuma di conferme. In club e in nazionale.
