Rivoluzione fuorigioco: Wenger sfida l’IFAB
IFAB al bivio: si decide il futuro della regola del fuorigioco con la proposta Wenger
Oggi, a Hinsdale, in Galles, si terrà un’assemblea che potrebbe cambiare per sempre il volto del calcio. L’International Football Association Board (IFAB) , l’organo supremo che decide e modifica le Regole del Gioco, si riunisce per la sua assemblea generale annuale. E sul tavolo, tra i vari punti all’ordine del giorno, ce n’è uno che promette di accendere il dibattito per i prossimi anni: la proposta di modifica della regola del fuorigioco avanzata da Arsène Wenger, consulente per lo sviluppo calcistico globale della FIFA.
L’obiettivo dichiarato è chiaro: ridurre le infinite controversie su cosa debba o non debba considerarsi fuorigioco, restituendo maggiore fluidità all’azione e, soprattutto, favorendo l’attacco. Un cambio di paradigma che, se approvato anche solo in via sperimentale, potrebbe essere testato in un campionato lontano dai riflettori ma pronto a fare da cavia: la Canadian Premier League (CPL) .
Cosa prevede la proposta Wenger
L’attuale regola del fuorigioco, nella sua interpretazione più restrittiva, penalizza spesso gli attaccanti per questioni millimetriche. Un braccio, una spalla, un piede oltre la linea del penultimo difensore e l’azione viene fermata. Wenger vuole ribaltare questa logica.
La sua proposta è semplice ma rivoluzionaria: un calciatore offensivo dovrebbe essere considerato in gioco se una qualsiasi parte del corpo con cui può segnare (quindi piedi, testa, ginocchia) si trova sulla stessa linea del penultimo giocatore. In pratica, si darebbe il beneficio del dubbio all’attaccante, premiando chi cerca la profondità e la conclusione a rete.
L’idea è quella di favorire il gioco offensivo, rendendo più difficile la vita ai difensori e più spettacolare il calcio. Un attaccante rapido come Erling Haaland, per fare un esempio, ne trarrebbe un vantaggio immediato, potendo sfruttare ogni centimetro di campo in più per battere il proprio marcatore.
Le altre modifiche in discussione
L’assemblea dell’IFAB non si limiterà al solo fuorigioco. All’ordine del giorno ci sono anche altre misure tecniche volte a migliorare il flusso di gioco e l’accuratezza delle decisioni arbitrali. Tra queste:
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Estensione dell’uso del VAR: si discute la possibilità di utilizzare la moviola in campo anche per verificare eventuali secondi cartellini gialli errati e i casi di scambio di identità tra giocatori.
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Miglioramento del flusso di gioco: misure per ridurre le interruzioni e rendere le partite più fluide.
Temi tecnici, ma importanti, che confermano la volontà dell’IFAB di adattare il calcio alle esigenze moderne senza snaturarne l’essenza.
Perché testarla in Canada
La domanda sorge spontanea: perché proprio la Canadian Premier League dovrebbe essere il laboratorio della nuova regola? Le motivazioni sono essenzialmente due.
La prima è pratica: convincere uno dei campionati top europei a sperimentare una modifica non testata sarebbe impresa ardua. La Premier League, la Liga o la Serie A difficilmente accetterebbero di essere cavie per un cambiamento così radicale.
La seconda è dimensionale: la CPL è un campionato piccolo, composto da sole otto squadre che si sfidano in quattro partite a fine settimana. Un contesto ideale per monitorare gli effetti della nuova regola senza creare scompensi mediatici o economici. La prossima stagione della lega canadese inizierà ad aprile, tempismo perfetto per un eventuale via libera sperimentale.
Cosa succede ora
L’assemblea di oggi potrebbe dare il via libera provvisorio alla proposta Wenger, aprendo la strada alla sperimentazione in Canada. Se i test dovessero dare esiti positivi, la strada verso un’adozione su larga scala diventerebbe più concreta.
Il calcio è pronto a cambiare? E soprattutto, è pronto a farlo seguendo la visione di Wenger? Lo scopriremo nei prossimi mesi. Intanto, sabato a Hinsdale si scrive una pagina importante.
