Juventus, ecatombe portieri: se non assicura certezze neanche Perin
All’indomani del pareggio contro la Roma, la Juventus, dopo aver evidenziato gli aspetti positivi del carattere, dell’orgoglio e della voglia di non mollare, deve cominciare a fare i conti, invece, con ciò che non ha funzionato di nuovo. Soprattutto considerando anche che il terzo e ultimo obiettivo stagionale, il quarto posto, è sempre più compromesso. Tra difensori e centrocampisti che fanno più gol degli attaccanti e una retroguardia colabrodo, la sfida nella capitale ha posto sul banco degli imputati nuovamente la figura del portiere. Se però, finora, è stato Di Gregorio a fungere da capro espiatorio, stavolta tocca a Mattia Perin, le cui prestazioni contro i giallorossi e il Galatasaray non hanno lasciato troppo soddisfatto l’ambiente Juventus. Insomma, pur avendo cambiato l’ordine dei fattori, il risultato sembra non essere cambiato.
Perin a salvaguardia della porta della Juventus: come sono andate le due partite disputate
Contrariamente a quanto ci si poteva attendere, nelle ultime due gare decisive per salvare la stagione, Spalletti ha preferito concedere dei turni di riposo (o di cambio delle gerarchie?) a Di Gregorio, dopo un periodo buio, in cui le sue incertezze psicologiche hanno amplificato i grossolani errori tecnici. Così, sia contro il Galatasaray nel ritorno dello spareggio di Champions che nel match dell'”Olimpico”, a difendere i pali della porta della Juventus è stato scelto Mattia Perin, gregario di grande affidabilità e portiere di Coppe da svariati anni.
In questa stagione, l’ex portiere del Genoa (ritornato sul suo pupillo nella campagna invernale dell’ultimo calciomercato) vanta già 9 presenze in tutte le competizioni, per un totale di 840 minuti disputati, con 15 gol incassati e un solo clean sheet. Uno score che ha già eguagliato il bottino totale dell’intera annata passata. Al di là della intoccabile titolarità in Coppa Italia e dei gettoni sparsi qua e là in Champions e in Serie A per far rifiatare Di Gregorio, il nativo di Latina è stato letteralmente designato per difendere la porta nelle ultime due gare utili per salvare una stagione.
Le prestazioni di Perin contro Galatasaray e Roma
Una decisione chiara e dettata da ragioni tecniche ben precise. Ma come se l’è cavata il numero 1 bianconero? Nel match contro i turchi, si è fatto trovare pronto e reattivo contro i tentativi iniziali di Osimhen e compagni. Dopo aver trascorso da inoperoso buona parte dei regolamentari, nei supplementari è stato poi trafitto 2 volte. In entrambe le occasioni ha subito gol sotto le gambe e per lui ci sono parziali attenuanti. Una, ad esempio, è quella riguardante la stanchezza generale della squadra, costretta all’inferiorità numerica dall’inizio della ripresa. La Juventus, infatti, era stata difensivamente perfetta, prima di concedere all’attaccante nigeriano la più vivida chance per segnare e a Bariş un comodo contropiede. Tuttavia, non avrebbe guastato un po’ di reattività in più.
Per quanto concerne la sfida di domenica contro la Roma, invece, nulla gli si può eccepire sulla favolosa conclusione di Wesley, pur sfiorata nonostante potenza e angolazione del tiro, e sul gol di N’Dicka. Il difensore ivoriano, infatti, colpevolmente perso da Cambiaso, può battere a rete indisturbato a ridosso dell’area piccola. Qualche responsabilità in più, però, sulla terza marcatura di Malen. Dopo avergli neutralizzato un tentativo da distanza ravvicinata, ma da una posizione con poco angolo nel primo tempo, Perin si è fatto cogliere impreparato nella seconda azione con protagonista l’olandese.
Partito da molto lontano, Malen prima brucia Kelly e poi beffa il portiere bianconero con uno scavetto. A Perin, in quella situazione, possono essere imputati due errori. Il primo di lettura dell’attacco della profondità del centravanti avversario. Se si fosse avveduto prima del cattivo posizionamento della linea difensiva, in primis di Kelly, troppo schiacciato, avrebbe potuto dare maggiore copertura avanzando la propria posizione. Non agendo così, Malen arriva indisturbato davanti alla sua porta.
Ed ecco il secondo sbaglio. Anziché buttare il corpo nella direzione del numero 14 giallorosso (quindi sulla sua destra), Perin decide di coprire l’altro lato, spalancando all’olandese una grande porzione di specchio della porta con l’unica opposizione dei piedi. Non a caso, l’ex Aston Villa ha colto immediatamente questa falla superandolo con un semplice, ma efficace tocco sotto.
Spalletti, cosa fare adesso?
Ecco che il dilemma portiere torna ad arrovellare i pensieri di Luciano Spalletti. Alcune leggerezze commesse non depongono a favore della posizione di Perin come guardiano della porta della Juventus per le prossime partite. Anche perché c’è Di Gregorio da recuperare. Tra mancanza di certezze e dubbi psicologici, il problema della porta si aggiunge ai numerosi interrogativi sul drastico e drammatico calo della Vecchia Signora. Cosa farà ora il tecnico toscano? Confermerà l’ex Genoa ancora? Oppure proverà a rilanciare la sua fiducia nei confronti dell’ex Monza?
Quello di Perin sembra essere stato un esperimentato dettato dalla necessità di calmare le acque attorno a Di Gregorio. Aver sofferto dalla panchina, nonostante sia lui il titolare da 2 anni, potrebbe aver avuto un effetto positivo per il numero 16. Uno stimolo importante in una fase ancora delicata della stagione. Perché la Juventus ora ha bisogno che ci sia almeno una certezza profonda. In primis, per tenere viva la speranza europea e poi per poter affrontare con calma anche gli altri atavici dubbi.

