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Juventus, Kalulu torna sull’espulsione: “In tanti parlano, ma…”

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Adam Marusic and Pierre Kalulu
Foto © Stefano D'Offizi

Pierre Kalulu è certamente uno dei nomi più chiacchierati dell’ultimo periodo a causa del famoso presunto contatto con Bastoni che ha portato all’espulsione dell’ex difensore del Milan. Il francese è tornato sulla vicenda in un’intervista concessa all’Equipe, raccontando della frustrazione portata dal cartellino rosso ingiusto e di come questo evento abbia potuto influire anche sulla gara di andata di Champions contro il Galatasaray. Di seguito le sue parole.

JUVE, KALULU: “IN TANTI HANNO PARLATO, MA LA SQUALIFICA È RIMASTA. DOPO LA PARTITA HO SPENTO IL TELEFONO”

LE CRITICHE – “Sono stato anch’io tifoso e so come funzionano le critiche. Sul momento c’è la frustrazione, la sfoghi sui social e poi te ne vai a dormire. Anche se ti criticano come persona, non va preso come qualcosa di personale. Mi dico sempre che se non voglio leggere certe cose, non devo andare sui social, neppure quando le cose vanno bene. Non ho bisogno che un qualsiasi utente mi dica se ho giocato bene o no”.

L’ESPULSIONE – Ho spento il telefono per non alimentarla. In tanti hanno parlato ma alla fine la squalifica è rimasta. Meglio lasciarmi tutto alle spalle. Ma non credo che questo abbia influito sulla partita con il Galatasaray. Sembrerebbe che cerchiamo scuse, invece abbiamo sbagliato la partita”.

CRESCITA PERSONALE E LA NAZIONALE – “Voglio continuare così. Solo il campo ti dà legittimità anche agli occhi dei compagni. Gli avversari vanno studiati per spingerli a fare quello che non sono abituati a fare. Bisogna saper anticiparli di due o tre mosse, un po’ come negli scacchi. L’obiettivo è di essere il migliore e non solo difendere bene. La Francia? La nazionale è il top per un giocatore, un sogno d’infanzia e un privilegio. Mi sento pronto per il Mondiale”.