Dieci anni di Infantino: la nuova era della FIFA
Dal caos alla ricostruzione
Dieci anni dopo l’elezione al Congresso Straordinario di Zurigo del 26 febbraio 2016, Gianni Infantino traccia il bilancio del suo mandato alla guida della FIFA. In una lettera indirizzata alle 211 federazioni affiliate, il presidente parla di “ritorno del calcio alla FIFA e della FIFA al calcio”, sintetizzando un decennio nato dalle macerie di una crisi reputazionale senza precedenti.
Quando prese le redini, l’organizzazione era travolta da scandali e perdita di credibilità. Oggi Infantino rivendica un percorso fondato su riforme, trasparenza e sviluppo, articolato in undici punti programmatici.
Sviluppo e redistribuzione
Il cuore della strategia è stata la redistribuzione finanziaria attraverso il programma FIFA Forward, che ha aumentato i fondi destinati alle federazioni. L’obiettivo dichiarato: permettere a ogni Paese di costruire autonomamente il proprio futuro calcistico.
Accanto a questo, il Piano per lo Sviluppo dei Talenti ha cercato di garantire pari opportunità ai giovani, indipendentemente dalla provenienza. Un’idea di calcio come ascensore sociale globale.
Tecnologia, inclusione e Mondiali allargati
Nel 2018 l’introduzione del VAR ha segnato una svolta epocale. La tecnologia, progressivamente estesa, è diventata simbolo di maggiore equità. Parallelamente, la posizione contro il razzismo e l’ampliamento dei Mondiali maschili e femminili riflettono la filosofia della “globalizzazione della speranza”.
Per Infantino, il calcio resta una forza di unità in un mondo frammentato. Se il primo decennio è stato quello della ricostruzione, il prossimo sarà quello della verifica: credibilità e coesione dovranno trasformarsi in risultati duraturi.
