La Champions come spartiacque: il mercato della Juve ha due facce
MERCATO JUVE – La Champions League è molto più di una competizione. Per la Juventus, rappresenta il pilastro su cui costruire il futuro. La missione affidata a Luciano Spalletti (chiamato a inizio anno al posto dell’esonerato Tudor) è chiara: riportare i bianconeri nella massima competizione europea. Perché i numeri parlano chiaro: partecipare o meno alla prossima Champions significa una differenza a bilancio di almeno 80 milioni di euro.
Una cifra che cambia radicalmente le strategie di mercato della Juve, costringendo la dirigenza a mettere in campo due piani distinti. Da un lato il sogno di riportare Sandro Tonali in Italia e di assicurarsi Bernardo Silva a parametro zero. Dall’altro, in caso di mancata qualificazione, le alternative low budget come Franck Kessie e Xaver Schlager.
Il tesoro Champions: 80 milioni che fanno la differenza
Tra bonus di partecipazione, premi legati ai risultati, market pool e, non ultimi, incassi da match day e sponsorizzazioni, il conto è presto fatto. Partecipare alla Champions League garantisce alla Juventus un introito aggiuntivo di almeno 80 milioni di euro rispetto alla semplice partecipazione all’Europa League.
Cifre vitali per tenere competitiva la squadra e, soprattutto, per evitare nuovi aumenti di capitale da parte di una proprietà che negli ultimi anni ha già ricapitalizzato per oltre 1 miliardo di euro. In parole povere: la Champions non è solo un obiettivo sportivo, ma una necessità economica.
Il piano A: Tonali e Bernardo Silva per il grande salto
Se la qualificazione dovesse arrivare, la Juventus è pronta a sognare in grande. Secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, il piano prevede due colpi di altissimo profilo.
Il primo è il ritorno in Italia di Sandro Tonali. Il centrocampista italiano, attualmente al Newcastle, rappresenta un investimento cash importante, ma il suo profilo da leader e la conoscenza del campionato lo rendono un obiettivo prioritario. La trattativa con il club inglese non sarà semplice, ma i soldi della Champions potrebbero fare la differenza.
Il secondo nome è quello di Bernardo Silva. Il trequartista portoghese è in scadenza con il Manchester City e andrà via a parametro zero. Un’occasione ghiotta per un giocatore di livello mondiale, che andrebbe però a impattare pesantemente sul monte ingaggi. Un’operazione da top player, possibile solo con i bilanci in ordine e la prospettiva di giocare la massima competizione europea.
Il piano B: senza Champions si vira su Kessie e Schlager
Se la Champions dovesse sfumare, o se la Juventus decidesse di dirottare il budget su altri reparti (come l’attacco, in attesa di capire il futuro di Vlahovic), le strategie cambierebbero radicalmente. Secondo Tuttosport, le alternative low budget sono già state individuate.
Il primo nome è Franck Kessie, centrocampista ivoriano attualmente in Arabia Saudita. L’ex Milan rappresenta un “usato sicuro” per la Serie A, un giocatore di esperienza e fisicità che conoscerebbe perfettamente l’ambiente. Sembra sempre più convinto di chiudere l’esperienza saudita e tornare in Europa, e la Juventus potrebbe essere la destinazione ideale.
Il secondo nome è Xaver Schlager, centrocampista austriaco in scadenza di contratto con il Lipsia a fine stagione. Un profilo diverso, più votato alla costruzione che all’interdizione, che potrebbe rappresentare un’alternativa a Locatelli o un sostituto di Koopmeiners, il cui futuro è tutt’altro che certo.
Oltre il centrocampo: portiere e attacco
Le due anime di mercato non riguardano solo il centrocampo. In estate, la Juventus dovrà affrontare anche altre due necessità: la gestione del ruolo di portiere e quella della prima punta.
Sul fronte attacco, il rinnovo di Vlahovic (se mai ci sarà) risolverebbe un grosso punto interrogativo. In caso contrario, la società sarebbe costretta a investire sul mercato per trovare un nuovo centravanti. Un’altra variabile che si somma al rebus Champions e che contribuirà a definire il vero volto della Juventus del futuro.
Per ora, la dirigenza lavora su due tavoli. Con la speranza di dover scegliere il menu più ricco. Quello con Tonali e Bernardo Silva.