JuventusJuventusInterInterAC MilanAC MilanNapoliNapoliAS RomaAS RomaFiorentinaFiorentinaLazioLazioCagliariCagliariTorinoTorinoBolognaBolognaAtalantaAtalantaGenoaGenoaLecceLecceHellas VeronaHellas VeronaUdineseUdineseComoComoParmaParmaSassuoloSassuoloCremoneseCremonesePisaPisaJuventusJuventusInterInterAC MilanAC MilanNapoliNapoliAS RomaAS RomaFiorentinaFiorentinaLazioLazioCagliariCagliariTorinoTorinoBolognaBolognaAtalantaAtalantaGenoaGenoaLecceLecceHellas VeronaHellas VeronaUdineseUdineseComoComoParmaParmaSassuoloSassuoloCremoneseCremonesePisaPisa

Il progetto Como visto da dentro, Varane: “Fabregas unico, Nico Paz deve scegliere…”

Raphaël Varane ora guarda il calcio da una prospettiva diversa. Dopo una carriera straordinaria tra Real Madrid, Manchester United e nazionale francese, l’ex difensore ha iniziato una nuova fase al Como, dove ricopre il ruolo di ambassador e membro del board di sviluppo. Nell’intervista a Cronache di Spogliatoio ha raccontato cosa lo ha convinto a restare nel progetto lariano, soffermandosi sul lavoro con i giovani e non solo.

Dal campo alla scrivania, la nuova vita di Varane

Il passaggio dalla carriera da calciatore alla nuova dimensione dirigenziale non è stato immediato. Varane lo racconta con grande sincerità: “I primi mesi per un atleta che smette e deve fare uno switch non sono facili”. L’ex centrale francese era arrivato sulle sponde de lago per giocare inizialmente, ma l’infortunio che ha accelerato la fine della sua carriera lo ha portato a rimanere nel club con un ruolo differente.

Oggi lavora come ambassador e advisor, contribuendo allo sviluppo del progetto sportivo e soprattutto del settore giovanile. “Sto mettendo a disposizione la mia rete di contatti per favorire la crescita del club”, spiega. Una scelta dettata soprattutto dalla visione della società, capace di riaccendere l’ambizione di un grande campione come lui: “Quando arrivi qui senti che tutto è possibile. Sei anni fa il Como era in quarta divisione, guardate dove siamo adesso”.

Varane vive il club anche in modo diverso rispetto alla sua carriera da giocatore. Non più solo spogliatoio e campo, ma anche comunità e tifosi: “Sono andato in un pub a vedere una partita e ho sentito un senso di comunità che non provavo da tanto tempo”.

Nico Paz-Real e Fabregas, il cuore pulsante del progetto

Uno dei punti salienti dell’intervista riguarda il lavoro di Cesc Fabregas, l’allenatore che ha dato un’identità precisa e ben riconoscibile alla squadra. Varane non nasconde la sua ammirazione: “Ho avuto Mourinho, Ancelotti e Zidane, ma Cesc non assomiglia a nessuno di loro”.

Secondo il francese, il segreto dell’ex Barcellona risiede nella capacità di saper evolvere il proprio gioco: “Quando è partito questo progetto il calcio era molto offensivo e definito, rigido. Poi ha saputo adattarlo, mantenendo idee forti ma cambiando alcune convinzioni”. Una flessibilità tattica che ha permesso al Como di crescere rapidamente e consolidarsi con decisione in Serie A.

Tra i protagonisti in campo spicca ovviamente il talento di Nico Paz, vero e proprio volto della franchigia. Varane, però, evita di sbilanciarsi sul suo futuro: “Non toccatemi il mio Real Madrid, è una società che amo troppo”. Il consiglio che gli dà è semplice: “Deve scegliere la soluzione che lo rende felice e che può rendere la sua carriera emozionante”.

Se sul gioiello argentino pende un scherzoso ma più che comprensibile conflitto di interessi, sul possibile addio di Fabregas a fine stagione rilancia: “La qualificazione in Europa è una motivazione in più per restare!”, pur conscio che nel calcio di oggi tutto si evolve velocemente, per cui diventa doveroso godersi il presente.

“Vogliamo diventare il posto dove restare”

L’obiettivo della società non è solo quella di crescere nel presente, ma costruire un progetto sostenibile nel lungo periodo. L’ex Man Utd lo spiega con chiarezza: “Stiamo lavorando per diventare ‘the place to be’”. L’idea è trasformare il club in una destinazione stabile per i calciatori, non soltanto una tappa di passaggio per i giovani talenti.

Il progetto parte dal settore giovanile e da iniziative che puntano a sviluppare un’identità forte. “Stiamo partecipando a tornei internazionali per capire il nostro livello e migliorare”, racconta il francese, sottolineando l’importanza della formazione.

La filosofia del club, sposata anche dal protagonista dell’intervista, è un equilibrio tra innovazione e tradizione, in un Paese dal quale spera di attingere e scoprire nuovi talenti: “Vogliamo innovare mantenendo le radici nella cultura italiana. Mischiare old school e visione moderna è fondamentale”.

Per Varane, insomma, il Como rappresenta molto più di un semplice incarico dirigenziale: è una nuova sfida, al pari di quelle vissute sul campo e che gli hanno fatto conquistare trofei su trofei, poiché altrettanto ambiziosa.

Lascia un commento