Vlada Avramov è conosciuto dai nostalgici come il portiere con la calzamaglia: “La indossavo soltanto perché mi sentivo più sicuro, era il mio stile”, ha confessato in esclusiva ai microfoni di EuropaCalcio.it.

Attualmente Avramov fa l’allenatore dei portieri all’Honved, in Ungheria: “Devo ringraziare mister Sannino per questa opportunità. Sono stato 15 anni in Italia, ho imparato tanto”.

Non ha dubbi l’ex portiere del Cagliari sul suo ricordo più bello in Serie A: “Una delle serate che ricordo con piacere sicuramente è stata la partita all’Olimpico Roma-Cagliari, con la Roma che allora era capolista e lottava per il titolo”; una prestazione straordinaria di Vlada Avramov permise agli isolani di strappare un punto prezioso nella Capitale (0-0).

Prima di lasciare il nostro paese, Avramov disputò la stagione 2014-15 tra le fila dell’Atalanta: “Sono molto contento per lo stato di forma attuale del Papu, se lo merita. Scaloni? Già si vedeva che era destinato a fare l’allenatore”.

Ecco gli altri temi trattati da Vlada Avramov in esclusiva ai microfoni di EuropaCalcio.it.

Come prosegue la sua avventura all’Honved?

“Mi trovo molto bene all’Honved, perché le condizioni di lavoro sono perfette: devo ringraziare mister Sannino che mi ha dato la possibilità di intraprendere questa nuova avventura. Amo fare l’allenatore dei portieri. Nella mia carriera da giocatore ho imparato molto dopo aver trascorso 15 anni in Italia; ho avuto la fortuna di avere grandi maestri come Vincenzo Di Palma, Paolo De Toffol, Nico Facciolo“.

Lei viene ricordato come il “portiere con la calzamaglia”. Da cosa derivava questo suo modo di scendere in campo?

“Indossavo la “calzamaglia” soltanto perché mi sentivo più sicuro, era il mio stile, poteva piacere o no…”.

Qual è il ricordo più bello della sua esperienza in Italia?

“Ci sono tanti bei ricordi che porto con me in 15 anni di calcio in Italia; ma tra questi una delle serate che ricordo con piacere sicuramente è stata la partita all’Olimpico Roma-Cagliari, con la Roma che allora era capolista e lottava per il titolo. Dopo quella partita ho ricevuto complimenti da tutta Italia”.

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Chi è il calciatore più forte con il quale ha giocato?

“Ho giocato con tanti calciatori forti, ma Adrian Mutu è stato il migliore secondo me”.

Lei è stato compagno di squadra di Nainggolan ai tempi del Cagliari. Che ne pensa del ritorno di Radja in Sardegna?

Radja dovunque ha giocato ha sempre fatto la differenza; ha scelto bene, perché a Cagliari lo amano tutti”.

Secondo Lei dove può arrivare questo Cagliari?

“Spero che il Cagliari arrivi in Europa, perché i tifosi rossoblu meritano questo traguardo importante”.

Vlada, Lei è stato allenato da Maurizio Sarri a Pescara nella stagione 2005-06. Che tipo di allenatore è?

Sarri a Pescara era un allenatore che mi fece una grandissima impressione; spero che apra un ciclo vincente anche con la Juventus“.

Restando in tema di allenatori, che messaggio vorrebbe inviare a Sinisa Mihajlovic?

“A Sinisa auguro di vincere questa guerra. Tutto il mondo del calcio tifa per lui, il suo carattere e coraggio gli permetteranno di superare anche questo momento”.

Cosa ne pensa della forma attuale del Papu Gomez? Possiamo affermare che l’attaccante argentino è l’uomo simbolo dell’Atalanta?

“Ricordo che all’Atalanta io e Papu arrivammo nello stesso giorno. Sono molto contento per lui”.

Tra i suoi compagni di squadra all’Atalanta c’era anche Lionel Scaloni, attuale ct dell’Argentina. Come giudica il suo lavoro alla guida dell’Albiceleste?

“Si vedeva che Scaloni era predisposto a fare l’allenatore già quando eravamo a Bergamo. A volte eravamo insieme in panchina, e lui dimostrava di avere grande capacità di lettura sulla disposizione in campo degli avversari e durante la gara aiutava sempre i compagni”.

 

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