VICARIO RACCONTA LA PREMIER LEAGUE – Sono contentissimo di giocare nel campionato più bello del mondo”, questa è la dichiarazione d’amore di Guglielmo Vicario verso la Premier League. Il portiere, dalla prima partita con la maglia del Tottenham, ha convinto anche i più scettici con parate sensazionali e prestazioni di alto livello. L’ottimo inizio di stagione dell’estremo difensore è riassunto nel suo tabellino: 9 partite, 8 gol subiti, 4 cleen sheets.

VICARIO RACCONTA LA PREMIER LEAGUE

Vicario ha raccontato alla Gazzetta dello Sport le proprie sensazioni sulla nuova vita inglese:

La Premier League

“Questo era quello che volevo e non ho voluto ascoltare niente altro. Appena ho saputo che c’era l’opportunità di venire qui avrei firmato col sangue, sarei venuto a piedi dall’Italia. Sono contentissimo di giocare nel campionato più bello del mondo. Me lo dico ogni giorno, appena suona la sveglia della mattina: ‘Vai al campo perché c’è da giocare nel campionato più bello del mondo”.

Il confronto con la Serie A

“Cosa distingue la Premier? Un ritmo molto, molto alto. Magari è un calcio meno tattico, però ci sono continui ribaltamenti di fronte. Si va a pressare alto, a volte devi fare delle corse di 50 metri che in Italia compensi con letture tattiche differenti. Qui invece tutti i giocatori hanno una grandissima facilità di corsa. Poi vai a creare un calcio più offensivo, più spettacolare e più bello da vedere. Penso che sia una visione un po’ più aperta di quello che è il calcio, senza rinnegare però tutto ciò che di buono e di bello che facciamo vedere in Italia. E questo grande atletismo viene esaltato da questo campionato”.

L’arrivo al Tottenham

“Sono arrivato con grande voglia e non ponendomi dei limiti. Sono entrato in una mentalità differente, sia per me che per la squadra: è quella che ha portato quest’anno mister Postecoglou, una che ci vede tutti partecipi e coinvolti con un grande spirito di squadra. È quello che dobbiamo mettere in campo giorno dopo giorno: penso che per il momento i frutti del lavoro si stiano vedendo, ma valuteremo più avanti. Bisogna continuare a spingere, perché adesso il ferro è caldo e va battuto”.

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