[df-subtitle]Inter – Barcellona, appuntamento domani sera a San Siro alle ore 21.00: in conferenza stampa ha parlato Luciano Spalletti[/df-subtitle]

Inter – Barcellona non sarà mai una partita banale per i tifosi nerazzurri che ricordano ancora la semifinale del 2010 quando Sneijder, Maicon e Milito ribaltarono l’iniziale vantaggio blaugrana firmato Pedro. Tutti sanno come andò a finire quella straordinaria cavalcata. Erano anni diversi, giocatori diversi e soprattutto era una semifinale, ma la determinazione dell’Inter è la stessa.

Luciano Spalletti, nella consueta conferenza della vigilia, carica i suoi. Ecco le sue parole.

Sulla forza della sua squadra: “Abbiamo sempre detto che possiamo giocare contro tutti e siamo ancora quelli li. Il fatto che poi la squadra stia facendo bene come gioco e risultati rafforza che questa è l’occasione per vedere se possiamo giocare alla pari contro chiunque. Il Barcellona rappresenta il livello di difficoltà più alto di questo gioco”.

Su Messi: “Se gioca è una preoccupazione per tutti ma l’atteggiamento nostro non cambia, bisogna aumentare i giri, noi non marchiamo uomini e spazi, viene prima la considerazione dei compagni di squadra che dell’avversario. Secondo me quando non c’è stato si è vista comunque la mentalità di squadra, il modo di ragionare, essere sempre dentro le massime potenzialità di sviluppo del gioco, Messi poi è la ciliegina. Messi rappresenta la maglietta che tutti i bambini vogliono, tutti i giocatori grandi giocano a due tocchi per velocizzare l’azione, lui la tocca quattro volte per aspettare gli altri, perché ha la doppia della velocità. Poi dietro c’è tutta la loro scuola, il loro ragionamento, che lo fa essere uno dei club più forti al mondo”.

Sulla tattica del 2010: “Saper ripartire e usare il contropiede? Secondo me no. Il calcio è sempre uguale però devi avere un’idea, andare negli spogliatoi, costruirla, preparare degli allenamenti e il modo di ragionare e comportarsi deve esser quello. Noi siamo partiti un anno e mezzo fa e secondo me stiamo andando nella giusta direzione, poi devi mettere in pratica quell’idea, la devi costruire, appoggiare sul campo e andarla a sviluppare. Non è come premere un interruttore, è l’abitudine, il modo di lavorare, di parlare negli spogliatoi, è un ruolo fare il direttore, l’allenatore, il presidente, è la professionalità che sistema le cose. I palloni ad esempio, sono tutti uguali, all’apparenza, rispetto a 50 anni fa, sono uguali ma è cambiato il materiale. Uguale all’apparenza diverso nella composizione. Ripartenze? Si concettualmente sono quelle che si conoscono, poi devono esser interpretate”.

Sulla gara di andata: “Noi nella gara d’andata non siamo riusciti a tener palla il tempo necessario ad invertire la tendenza dello sviluppo del match, ci sarà da esser bravi quando la riconquisteremo e si dovrà accelerare questo processo. Gli spazi saranno stretti, i tempi di ragionamento saranno corti e li c’è da esibire personalità e qualità. In questo calcio non c’è più larghezza di manovra, ci vuole qualità elevate, di palleggio, di personalità e nel vedere ciò che non guardo, vedere con la testa prima che con gli occhi”.

Su Nainggolan: “Radja è un calciatore completo, andrà valutato bene nell’allenamento di oggi, lui sa fare anche il mediano non solo l’uomo dietro le punte. Lui è partito da mediano, a Roma abbiamo invertito le posizioni tra lui e Pjanic ed è successo il finimondo, poi dopo non sono rimaste tracce di quanto successo”.

Sul girone: “Secondo me quello che non dobbiamo mai fare è essere presuntuosi. La qualificazione la dobbiamo ancora guadagnare, abbiamo gare difficilissime, quando c’è stato il sorteggio ci siamo detti che il nostro posizionamento UEFA l’avevamo pagato tutto. Esser nelle condizioni di poter dipendere da noi deve essere la cosa fondamentale, quella che ci fa dare il massimo dell’attenzione e noi saremmo felici di poter passare il turno anche da secondi”.

Su Rafinha: “Mi sembra di aver già detto tutto, mi ripeto, è stato uno dei calciatori più importanti per noi, per farci giocare queste partite, ha determinato questa possibilità poi siamo arrivati in fondo e c’erano delle scadenze e dei prezzi, noi non potevamo fare questi movimenti, ma l’abbiamo già detto. Non potevamo prenderlo, il Barcellona voleva quei soldi lì e non si poteva fare. Avessimo potuto prenderlo avremmo tenuto anche Cancelo, ma c’erano dei paletti da rispettare che la società ha fatto bene a rispettare. Se vogliamo parlare di pentimenti postumi è uguale, dalla mia posizione devo fare anche delle scelte. Grande calciatore e persona spettacolare poi può diventare un elemento forte ma si può giocare a calcio anche senza di lui”.

Sulle parole di Allegri: “Inter costruita per vincere lo scudetto? Io dico quello che pare a me, si tenta di creare maggior attenzioni verso gli altri, è un giochino che si fa per stare dentro a quello che è un modo di fare questa professione. Loro sono più forti di tutti e probabilmente rivinceranno il campionato se non arriva una squadra capace di fare cose incredibili. Il Barcellona invece è la squadra attrezzata per arrivare prima in Champions”.

Articolo precedenteESCLUSIVA EC – Folgoas (Le Parisien): “Che giocatore Allan! Le parole di Di Maria? Ha ragione…”
Articolo successivoNapoli, Ancelotti pre Psg: “L’andata riguarda il passato, domani avremo l’appoggio di un’intera città”

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui