[df-subtitle]Le prime due giornate di campionato hanno fatto scoprire ad addetti ai lavori, appassionati e tifosi, la nuova Udinese dell’allenatore spagnolo Velazquez. L’assenza di Mandragora domenica, però complica un po’ i piani del mister vista la coperta corta in mezzo al campo.[/df-subtitle]

L’avvio di stagione ha mostrato una squadra a due facce capace a Parma di giocare una grande seconda parte di contesa –  sotto di due gol infatti, nella ripresa inizia la rimonta suggellata dal rigore di De Paul e il gol pochi minuti dopo da un ritrovato Fofana ( l’ex Racing e Valencia e l’ex City sono sicuramente i giocatori che maggiormente hanno beneficiato del nuovo arrivo in panchina, rivitalizzati e probabilmente motivati a lasciare il segno con la maglia dell’Udinese)- e in casa con la Sampdoria un grande primo tempo che gli permette di conquistare i primi 3 punti della nuova stagione. Nella formazione di partenza di Udine 10/11 erano quelli di partenza in Emilia con l’innesto dal primo minuto di Valon Behrami al posto dell’acciaccato Barak, per un 4231 che si alternava con un 4141 facendo leva sull’equilibrio tattico e l’intelligenza dello svizzero e del nuovo arrivato Rolando Madragora, capaci di scivolare a piacimento sulla linea degli altri centrocampisti, avvicendandosi a turno come schermo davanti alla difesa.
Sarà proprio l’assenza del classe ’97 però, a cambiare i piani per la partita di domenica sera che aprirà il turno domenicale alle ore 18 da Firenze, contro una Fiorentina che come visto in casa con il Chievo, è partita alla grande. La prova TV ha inchiodato Mandragora, e dunque Velazquez andrà alla ricerca di nuove soluzioni, vista anche la differenza di caratteristiche tra tutti i centrocampisti in Rosa. Il problema sorge però dal fatto che l’assenza di Mandragora mette in luce quella che è al momento una grossa falla nel roster del club friulano che tra infortuni di diversa entità al momento in mezzo si ritrova con gli uomini contati.

Si cercherà in ogni modo di recuperare Barak, non al meglio per un problema muscolare. Con il battitore ceco in campo e il seguente spostamento di Fofana  più indietro, l’Udinese acquisirà più dinamicità giocando sul filo di un centrocampo più anarchico e meno ordinato. Barak potrebbe dare però soluzioni diverse in avanti, grazie alla sua capacità di inserimento, a parte però riuscire a risollevarsi da un periodo che va avanti dallo scorso anno, tutt’altro che semplice.

Difficile, se non difficilissimo vedere la scelta ricadere sui due giovani Balic e Pontisso. Il primo arriva anche lui da un problema fisico e domenica scorsa sedeva in tribuna. Oltretutto il croato per ruolo e caratteristiche andrebbe a sostituire Behrami, con più geometrie e meno capacità di ringhiare sull’avversario. Lo scorso anno il suo approccio con il campionato è stato complesso, dimostrando buone qualità, ma ancora tutto da svezzare. Più suggestiva l’idea di vedere finalmente uno dei talenti della squadra friulana, quel Pontisso classe ’97, di San Daniele del Friuli e compagno di squadra proprio di Mandragora con l’Under 19 e Under 20 medagliate all’Europeo e al Mondiale e delle quali Mandragora era capitano. Pochi minuti per lui in campionato con l’Udinese (due gettoni in due stagioni), ci sentiamo al momento di escludere il suo utilizzo.

Se Badu e Ingelsson saranno ancora assenti per un bel po’ di tempo, potrebbe anche prendere corda l’idea di un cambio di modulo. Il 442 infatti, con De Paul e Machis sui lati, due mediani (Fofana-Behrami) e l’inserimento di una punta (Teodorczyk) a fianco di Lasagna non è da scartare, anche se dopo il buon inizio con il 4231 sembrerebbe un vero suicidio tattico sfidare la Fiorentina in questa maniera, per lo meno la Fiorentina vista contro il Chievo.

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