Un ‘ricaricato’ Conte se ne va al Chelsea: la Nazionale ha bisogno di un CT anziano…

Un ‘ricaricato’ Conte se ne va al Chelsea: la Nazionale ha bisogno di un CT anziano…

Finalmente l’ovvio è stato svelato: Antonio Conte al termine dei prossimi Europei in Francia lascerà il suo ruolo di CT della Nazionale italiana per buttarsi a capo fitto in quello di nuovo manager del Chelsea.

‘’Sento di dover tornare a fare l’allenatore in un club avendo così la possibilità di allenare tutti i giorni’’, ha affermato l’ex allenatore della Juventus per motivare la sua scelta. Ma diciamoci la verità, in pochi avevano creduto che Conte potesse durare a lungo sulla panchina azzurra: lui che vive con grande intensità il calcio, non avrebbe potuto resistere molto tempo senza l’ebbrezza del lavoro quotidiano, senza la dialettica continua coi calciatori e gli addetti ai lavori, senza misurare ogni giorno le sue capacità con quelle dei concorrenti.

Manca il campo quindi a Conte, ma forse – anche convinto da un più che lauto contratto per metà pagato dallo sponsor – quando meno di due anni fa accetto di diventare CT gli serviva proprio un po’ di tranquillità, quella che si può trovare (solo) dietro una scrivania a Coverciano. Per nulla convinto di riuscire nel continuare a vincere sulla panchina della Juventus, a metà luglio 2014, Conte decise di fare fagotto velocemente e rifugiarsi, magari per rigenerarsi nel corpo e nello spirito, fra le braccia del neo presidente Tavecchio. Era stanco e provato dai tre Scudetti consecutivi vinti con la Vecchia Signora (evento che per il club bianconero non accadeva dagli anni ’30).

Però, come si diceva, essere un CT obbliga a lunghi periodi di ozio e studio lontano dallo spogliatoio, e fa anche ingelosire: forse le vittorie ed i traguardi raggiunti dal suo successore alla Juventus, Massimiliano Allegri, hanno accelerato il processo di rigenerazione di un uomo a cui piace stare sempre sulla corda, anche se per poco ha creduto di volere il contrario. Fatto sta, che Conte ha cominciato presto a valutare le offerte che gli proponevano i club e che abbia cominciato a trattare col Chelsea dalla fine dell’autunno scorso. Invero, da qualche settimana è intento anche alle prime mosse di mercato per conto dei Blues. Cioè la Nazionale per lui era solo un momento di relax, un periodo che si può definire sabbatico, rigenerativo, rinfrancante.

Il tutto apre quindi ad un’altra riflessione. Su come un allenatore consideri l’approdo alla Nazionale come un normale transito durante la sua carriera, e mai un punto di arrivo. Sarà che c’è poca visibilità, perché si gioca poco ed in (vere) competizioni solo a distanza di anni, ma il ruolo del CT azzurro non ha più il fascino di un tempo, quando lo stesso era ricoperto da allenatori partoriti dalla FIGC.

Quindi, provocatoriamente (ma non tanto), per intavolare una progettualità medio lunga, che possa coprire l’arco di almeno un lustro, al presidente Tavecchio non resta che trovare il nuovo CT della Nazionale fra gli allenatori vicini al pensionamento, fra quelli che non sentiranno per forza la mancanza del lavoro quotidiano perché lo hanno vissuto per decenni, fra quelli che – giocoforza – non vengono più considerati eleggibili per un grande club, perché la moda prevede i belli e giovani. Insomma, Tavecchio cerchi e si accordi con un allenatore anziano, magari pure brutto, uno che non abbia bisogno dell’erba dei campi come corroborante per andare avanti tutti i giorni.

Resta aggiornato. Ti invieremo una mail solo per le novità


Non ti preoccupare niente SPAM , lo odiamo quanto te.

About author

Francesco Leone
Francesco Leone 13010 posts

Giornalista pubblicista e amante dello sport.

View all posts by this author →

1 Comment

No Comments Yet!

You can be first to comment this post!

Leave a Reply