[df-subtitle]Bari: Fallimento e sofferenza[/df-subtitle]

La storia del Bari si interrompe, 110 anni di storia arrivati al termine. Non c’è stata la ricapitalizzazione e la società non si iscrive al prossimo campionato di serie B, i tifosi vivono un nuovo incubo. Al termine della scadenza per la ricapitalizzazione, si è interrotta anche la volontà dei due potenziali soci di donare 3 milioni di euro, rilevando così il 70% della società, ma si sono tirati indietro. Durante l’assemblea del Patron GiancasproRadrizzano e il barese Napoli hanno rinunciato alla ricapitalizzazione. Il primo, presidente di Aser Group ha rilasciato queste dichiarazioni “negli ultimi giorni abbiamo valutato attentamente la possibilità di investire nel AS Bari insieme ad altri partners e investitori locali. Purtroppo il poco tempo disponibile per eseguire una due diligence dettagliata e approfondita consona ad una operazione con un alto profilo di rischio ci costringono a malincuore ad abbandonare questa idea e sfida. Auguriamo che la società possa essere salvata e restiamo disponibili a valutare future collaborazioni e investimenti”. Sembra chiaro che durante l’esame del carteggio siano usciti allo scoperto altri debitori che hanno spaventato i due investitori. Il Bari fino alle 18 aveva ancora la possibilità di iscrizione in B, ma tutto questo non è accaduto. Nel tardo pomeriggio infatti c’è stata la messa in liquidazione della società. Il Bari partirà dalla serie D. Ci sono possibilità minime di richiedere l’iscrizione in serie C , allo stato attuale non può essere presa in considerazione questa ipotesi. Il sindaco Antonio Decaro ha dichiarato che “Questo è un brutto giorno non solo per il calcio barese, ma per tutta la città. È il giorno di una sconfitta, che brucia mille volte di più di tutte le sconfitte sul campo. Ci abbiamo provato tutti a fare tutto quello che era possibile. Ho provato anche io, forse andando oltre le competenze di un sindaco. L’ho fatto da responsabile di una grande comunità, l’ho fatto da cittadino e anche da tifoso. Ora però non bisogna mollare. Dobbiamo continuare con tutte le nostre forze a lavorare perché a Bari il calcio non finisca in questo pomeriggio di luglio. Non lo merita la città, non lo meritano i suoi tifosi”. Volti scuri, i giocatori hanno appreso la notizia in ritiro in Trentino. Una doccia fredda e tutti svincolati e sul mercato. Bari torna nel limbo della sofferenza calcistica, sarà dura per i tifosi vedere Lecce e Foggia iscritte al campionato.

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