[df-subtitle]Domenica pomeriggio alle ore 15 si giocherà Genoa -Udinese, sfida già decisiva per la classifica dei friulani e la panchina di Velazquez, che intanto però, ottiene la fiducia dalla sua società, nonostante si rincorrano voci su un possibile sostituto

[/df-subtitle]Piove sul bagnato, nonostante dalle parti di Udine l’acqua dal cielo si attende da mesi quasi come un miracolo. Oltre a dover fare i conti con una classifica che all’improvviso si è fatta deficitaria, la squadra di Julio Velazquez inizia a perdere pezzi e la sfida contro il Napoli ha lasciato feriti, non solo nell’anima, ma anche nel fisico, diversi giocatori dell’Udinese.
A far la conta si rischia di perdere diversi minuti: Machis si è fermato qualche giorno prima per un guaio muscolare, Teodorcczyk, che contro gli azzurri non è nemmeno sceso in campo è il più malmesso: per lui un’ernia inguinale che potrebbe tenerlo fuori a lungo. Come riporta il sito ufficiale, dell’Udinese in una nota, sono ben 3 invece i titolarissimi di Velazquez usciti malconci dalla partita con il Napoli:

“Rolando Mandragora ha subito un forte trauma contusivo alla spalla sinistra e osserverà nei prossimi giorni un regime di riposo precauzionale per valutare la situazione del versamento. Bram Nuytinck, uscito dalla gara per un risentimento muscolare al flessore della coscia sinistra, è al lavoro per ritornare al più presto a disposizione di Mister Velazquez.  Il centrocampista ivoriano Seko Fofana ha riportato un contusione al polpaccio sinistro. In attesa di essere rivalutato nella giornata di giovedì, rimarrà a riposo cautelativo.”

Nuytinck e Fofana sono a serio rischio per la partita di domenica, snodo fondamentale per il campionato dei friulani e anche per la panchina di Velazquez.

A tal proposito arriva nella giornata di ieri la fiducia di Pradè nei confronti del mister spagnolo. Queste le sue parole riportate da tuttoudinese:

“E’ un dovere quello di proteggere fino alla morte il nostro allenatore. Velazquez è stata una nostra scelta, in estate abbiamo puntato fortemente su di lui per aprire un nuovo progetto. E’ un grande lavoratore, arriva la mattina alle 8 e va via alle 11 di sera. Vogliamo ripagare questa dedizione al lavoro, questo senso di appartenenza al club con la fiducia. Abbiamo stima della sua persona e del suo essere allenatore. Il fatto che dia tutto per il club è una cosa che mi piace da impazzire. In questi mesi nei quali ho conosciuto Velazquez, un allenatore che ora porto nel cuore e che che difenderò anche in maniera estrema. Dobbiamo continuare a supportarlo, a dare costanza al lavoro che stiamo facendo insieme, ad essere positivi. Questa squadra ha enormi potenzialità ma è giovane, serve ancora tempo per creare una mentalità. Dobbiamo avere fiducia di aspettare la crescita dei nostri giocatori. Anche lo stesso Velazquez necessita ancora di tempo per mettere in mostra le sue qualità. Se non credevamo fortemente in lui, non lo avremmo scelto.

E’ normale che la sconfitta di sabato sia rimasta sullo stomaco, lo stesso è accaduto a me. Riguardando però la partita emergono anche sensazioni differenti. Il Napoli, stimolato dal pareggio della Juve, ha iniziato la partita con grande aggressività, giocando una prima parte di gara di assoluto livello. Fino al calcio di rigore però non si può dire nulla all’Udinese perché ha provato in tutti i modi a pareggiarla. Il pareggio poi non è arrivato e alla fine gli episodi hanno determinato la gara. Credo che il 3 a 0 sia un risultato bugiardo. Contro le grandi squadre se non sfrutti l’occasione va a finire che poi perdi. Io ho fatto il direttore per undici anni alla Roma e so bene cosa vuol dire essere una grande. Se non sfrutti l’occasione all’Olimpico o nel tuo stadio, sei morto. Grandi campioni, come quando avevo io Totti o Batistuta, prima o poi fanno gol, sono giocatori che la risolvono con una giocata. Devi essere fortunato in quella giornata che l’altra squadra non dia il 100%, in più se hai le occasioni, almeno una su tre la devi sfruttare.

In questo momento i risultati non ci danno ragione, però va fatta un’analisi complessiva del campionato. Alla prima giornata abbiamo affrontato il Parma, una squadra del nostro stesso livello. Poi la Sampdoria che è sicuramente sopra a noi visto che il suo obiettivo è arrivare in Europa League, come poi anche la Fiorentina alla terza giornata ed il Torino alla quarta. Alla quinta giornata il Chievo, una partita alla nostra portata che abbiamo vinto. Poi è arrivata la Lazio che è una squadra da Champions, senza parlare di Juve e Napoli che fanno tutto un altro campionato. La nostra vera pecca, il nostro vero errore è stata la partita di Bologna che andava vinta. Avevamo fatto un primo tempo di qualità, vanificato però da una ripresa da dimenticare. 

So che l’ottimismo non può bastare. Oggi è giusto essere preoccupati visto che le cose non vanno per il meglio. La preoccupazione fa parte di questo lavoro ma deve essere positiva, deve portare a trovare gli errori e a correggerli, a spingerci a lavorare ancora. Bisogna avere la coscienza a posto che il tuo lavoro lo fai al 100%, poi purtroppo nel campo ci sta l’avversario. Si vince e si perde e c’è anche chi è più forte di te. Dobbiamo metterci alle spalle la scorsa stagione dove tutto è andato male. Purtroppo sembra esserci una negatività cosmica quando invece servirebbe positività”.”

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